Attacco Tgv: sicurezza, sceriffi anche sui treni veloci

E' entrato in funzione all'aeroporto di Fiumicino il secondo dei security scanner (i cosiddetti body scanner), acquistato dall'Ente Nazionale dell'Aviazione Civile ENAC per lo scalo romano, per effettuare controlli aggiuntivi, 31 gennaio 2015. ANSA/ TELENEWS
E' entrato in funzione all'aeroporto di Fiumicino il secondo dei security scanner (i cosiddetti body scanner), acquistato dall'Ente Nazionale dell'Aviazione Civile ENAC per lo scalo romano, per effettuare controlli aggiuntivi, 31 gennaio 2015. ANSA/ TELENEWS
E’ entrato in funzione all’aeroporto di Fiumicino il secondo dei security scanner (i cosiddetti body scanner), acquistato dall’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile ENAC per lo scalo romano, per effettuare controlli aggiuntivi, 31 gennaio 2015. ANSA/ TELENEWS

BRUXELLES. – Sceriffi e telecamere a circuito chiuso a bordo dei vagoni, controlli con scanner su passeggeri e bagagli prima dell’imbarco: dopo l’attacco sventato al Tgv Thalys Amsterdam-Parigi l’Ue si riunisce sabato a Parigi per individuare nuove misure di sicurezza da introdurre – in modo omogeneo – sulla rete dei treni ad alta velocità. Si punta a serrare i ranghi, come già accade col trasporto aereo. “I Paesi dell’Unione europea sono bersaglio dello Stato Islamico”. In Francia vengono scongiurati “attentati ogni giorno”, mette in guardia il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve promotore del vertice, a cui è prevista la partecipazione dei suoi omologhi e dei responsabili dei Trasporti di Italia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Lussemburgo, Olanda, tutti Stati con connessioni ferroviarie veloci con la Francia. “Faremo proposte concrete”, aggiunge.

Dal vertice si attende un mandato all’esecutivo comunitario (che sarà rappresentata dai commissari ai Trasporti Violeta Bulc e all’Interno Dimitris Avramopoulos) per una proposta a stretto giro, compatibile con la libera circolazione prevista dal Trattato di Schengen. Tra le ipotesi al vaglio: l’installazione di videocamere di sorveglianza e di vigilantes armati in abiti civili a bordo dei convogli. Anche i controlli su bagagli e passeggeri, da effettuare con scanner a raggi x prima della partenza, saranno un punto all’attenzione. E per infrastrutture altamente sensibili, come l’Eurotunnel, potrebbero essere utilizzati ‘body scanner’, sistemi più sofisticati capaci di individuare esplosivi come il plastico.

Tra i punti di criticità: i costi e i ritardi che le misure potrebbero provocare sugli imbarchi, oltre al fatto che il sistema ferroviario è di competenza degli Stati, con sistemi di sicurezza diversi a seconda dei Paesi. Il dossier arriverà sul tavolo del Gruppo di esperti sulla sicurezza per il trasporto di terra, composto dai rappresentanti dei 28 Stati, da quelli dell’industria ferroviaria e della Commissione Ue, in seduta straordinaria l’11 settembre. Ma una vera decisione politica su come proseguire arriverà solo col consiglio dei ministri dei Trasporti europei, l’8 ottobre.

Intanto emerge che l’attentatore del Thalys Amsterdam-Parigi, Ayoub El Khazzani è partito già armato di tutto punto dalla casa della sorella a Molenbeek (comune di Bruxelles), dove soggiornava sporadicamente, ed ha attraversato la città in metropolitana per raggiungere la Gare du Midi, dove venerdì si è imbarcato sul Tgv. Poco prima di salire sul treno avrebbe guardato un video della propaganda dell’Isis sul suo cellulare. Ma il fratello del giovane attentatore, Imran el Khazzani, rifiuta di credere che Ayoub sia un terrorista. “La sua vita era difficile”, afferma “potrebbe essere impazzito”.

Il legale del marocchino denuncia invece un “trattamento disumano” del suo assistito, arrivato a piedi scalzi, occhi bendati e manette ai polsi, al palazzo di giustizia di Parigi. La procura sostiene però che il detenuto ha rifiutato di indossare le calzature che gli erano state offerte, spiegando che la benda sugli occhi è una pratica per persone sospettate di terrorismo, per evitare che riconoscano i luoghi e le persone di scorta.

(di Patrizia Antonini/ANSA)

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