Migranti: ancora una strage, decine soffocati in un tir in Austria

Pubblicato il 28 agosto 2015 da redazione

Police stand in front of a truck parked on the shoulder of the highway A4 near Parndorf south of Vienna, Austria, Thursday, Aug 27, 2015. At least 20 migrants were found dead in the truck parked on the Austrian highway leading from the Hungarian border, police said. (ANSA/AP Photo/Ronald Zak)

Police stand in front of a truck parked on the shoulder of the highway A4 near Parndorf south of Vienna, Austria, Thursday, Aug 27, 2015. At least 20 migrants were found dead in the truck parked on the Austrian highway leading from the Hungarian border, police said. (ANSA/AP Photo/Ronald Zak)

ROMA. – Un altro viaggio della speranza è finito in tragedia: decine di migranti sono morti asfissiati mentre viaggiavano clandestinamente attraverso l’Austria in un camion da trasporti. Il bilancio è ancora incerto; ma secondo la polizia, il numero di disperati ritrovati morti potrebbe arrivare a 50.

I cadaveri sono stati rinvenuti in un camion parcheggiato in un’area di sosta dell’autostrada A4, tra il lago Neusiedl e la località di Parndorf, nello stato del Burgenland, alla frontiera con l’Ungheria. La polizia sta dando la caccia al conducente del veicolo, del quale però non si ha alcun indizio. Il veicolo ha richiamato l’attenzione degli agenti perché da varie ore era fermo ai bordi dell’autostrada.

La macabra scoperta del tir è stata fatta proprio nel giorno del summit sull’immigrazione a Vienna. Dal vertice “è emersa finalmente una maggiore consapevolezza comune nell’Ue e la necessità che ognuno si assuma la sua responsabilità sull’immigrazione”: così il ministro degli Esteri Gentiloni. “Fino a tre mesi fa l’Italia e la Grecia sembravano da sole, purtroppo la durissima realtà, come la tragedia di oggi, ha fatto sì che adesso ci sia un diverso linguaggio”.

Anche Famiglia Cristiana ha fatto sentire la sua voce: “L’Europa dell’orrore”. Così titola un commento online sul caso del Tir carico di salme trovato sull’autostrada A4, in Austria, a poche ore dal recupero di cinquanta salme stipate nella stiva di un peschereccio. “Quando la smetteremo di tirar su muri fisici e mentali e metter fine a tutto questo in nome della nostra umanità?”, chiede il settimanale cattolico.

“Questa tragedia ci ha commosso tutti: i trafficanti di essere umani sono dei criminali”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Johanna Mikl-Leitner, in una conferenza stampa nella città di Eisenstadt. E mentre migranti e rifugiati arrivano alle porte dell’Europa in un numero che non ha precedenti con la speranza di trovare una vita migliore o protezione, l’Ue appare incapace di dare una risposta comune. La raccapricciante scoperta dei cadaveri nel tir è stata fatta proprio mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel e i leader di 8 Paesi balcanici si incontravano a Vienna per concordare una strategia per affrontare la crisi.

La strage è “un avvertimento a prendere sul serio il tema, rapidamente e nello spirito europeo di solidarietà”, ha detto Merkel, che ha aggiunto di essere “sconvolta”. Poco prima dell’inizio della conferenza, il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, ha avvertito che il suo Paese prenderà in considerazione norme anti-immigrazione più severe se l’Ue non riuscirà a trovare una risposta unitaria.

A Vienna, anche Serbia e Macedonia hanno chiesto più aiuti e un’azione concertata dell’Ue. “E’ un problema dell’Ue e chiedono a noi un piano di azione. Ma è l’Ue stessa che dovrebbe avere un piano”, ha detto il ministro degli Esteri serbo, Iviva Dacic, prima dell’inizio del vertice. “Fino a che non avremo una risposta europea non dovremo farci l’illusione che si risolva’”, ha aggiunto il suo omologo macedone, Nikola Poposki.

Serbia e Macedonia non sono Paesi membri dell’Ue, ma entrambi hanno lo status di “Paesi in via di adesione”; ed entrambi i Paesi sono terreno di transito delle decine di migliaia di migranti che cercano di raggiungere l’Ue. Secondo il commissario europeo all’allargamento, Johannes Hahn, alla porte dell’Europa ci sono attualmente 20 milioni di rifugiati di diversi conflitti in cerca di sicurezza.

La Commissione europea ha ribadito comunque che punta a proporre entro la fine dell’anno “un meccanismo permanente, vincolante e con quote” per la ripartizione di richiedenti asilo in caso di emergenze che possano verificarsi in qualunque Paese.

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