Ministero Petrolio dell’Egitto: “La scoperta storica dell’Eni”

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IL CAIRO. – “Una scoperta storica da parte di Eni, la più importante nelle acque territoriali egiziane”. Il Cairo plaude all’annuncio del gruppo di un maxi giacimento di gas presso il prospetto esplorativo denominato Zohr, ma il Cane a sei zampe deve ancora fare i conti con le tensioni geopolitiche che agitano i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il giorno dopo l’annuncio della maxi scoperta in Egitto, a Tripoli un’autobomba ha colpito il quartier generale della Mellitah Oil Company, joint venture paritaria tra Eni e la compagnia di Stato libica Noc. Nell’esplosione, rivendicata poi dall’Isis, non si sono registrate vittime ma solo lievi danni all’edifici, ma testimonia come il fronte libico resti ancora caldo.

Dal Cairo il portavoce del ministero del Petrolio e delle Risorse Minerarie egiziano, Hamdi Abdel Aziz, ha posto l’accento sui risvolti economici legati al nuovo giacimento affermando che “risponderà ai fabbisogni energetici dell’Egitto per i prossimi 10 anni”. A Singapore, dove è in visita, il presidente Abdel Fattah al Sisi ha fatto riferimento alla scoperta, sottolineando come “la stabilità politica e l’applicazione delle riforme economiche” abbiano “incoraggiato le imprese internazionali a reinvestire” nel suo Paese “nei settori produttivi e dei servizi”. Sisi ha precisato che il suoi governo ha siglato 29 nuovi contratti nel settore del gas e del petrolio per 2 miliardi di dollari. Una vera e propria boccata di ossigeno per l’economia locale che segue di alcune settimane un altro grande traguardo raggiunto: il raddoppio del Canale di Suez.

Risalto alla notizia sui principali quotidiani egiziani, da Al Gomhoreya, ad al Ahram fino ad al Akhbar che hanno evidenziato come il ritrovamento del giacimento sia avvenuto “nelle acque territoriali del Paese africano”. “Non c’è crescita economica senza energia”, ha sottolineato l’economista Rashad Abdou, aggiungendo, sulla sua pagina Facebook, che “gli ultimi anni hanno segnato un calo delle esportazioni legato ad un calo della produzione di energia, in particolare di gas naturale”. Abdou ha poi spiegato che la scoperta “limiterà le importazioni di gas e di prodotti petroliferi dall’estero che costano e pesano sul budget dello Stato e permetterà una considerevole autosufficienza economica”, ma allo stesso tempo “contribuirà a limitare l’importazione dei fertilizzanti che hanno un costo considerevole”.

Sulla stessa linea l’economista Ahmed Abul Wafa, giornalista economico dell’agenzia di stampa egiziana Mena: “è la più importante scoperta mai effettuata in Egitto dal 1967″, in quanto permetterà la riapertura di molte imprese che negli anni passati si sono trovate a chiudere i battenti”, ciò “ridarà fiato alla nostra industria”. Inoltre l’Egitto “sarà anche in grado di risanare il debito nei confronti delle compagnie straniere” e tutto questo “ridarà fiducia al nostro governo”. Wafa ha poi tranquillizzato sulla sicurezza: “non c’è alcun pericolo terrorista. I terroristi infatti non possiedono mezzi sofisticati per attaccare l’area e poi l’Eni è una compagnia gigante capace di rendere sicure le sue installazioni”.

(di Giuseppe Maria Laudani/ANSA)

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