L’America si scopre un Paese violento, è boom degli omicidi

Pubblicato il 01 settembre 2015 da redazione

Negli Usa si uccide troppo lo fa anche la polizia

Negli Usa si uccide troppo lo fa anche la polizia

NEW YORK. – L’America si scopre un Paese violento. Dopo anni di calo, gli omicidi sono tornati a salire nelle maggiori città. E anche se l’aumento della violenza è ancora ben lontano dai picchi degli anni 1980 e 1990, gli esperti lanciano l’allarme: è presto per trarre conclusioni, ma il trend deve essere tenuto sotto controllo. Milwaukee, nel Wisconsin – la città della serie “Happy Days” -, si afferma come la città più violenta d’America con 104 omicidi dall’inizio dell’anno, a fronte degli 86 dell’intero 2014, con un aumento del 76%. Il maggiore fra le città Usa.

Non va molto meglio a New Orleans, dove gli omicidi sono saliti a 120 dall’inizio dell’anno rispetto ai 98 allo stesso periodo del 2014. Nei primi otto mesi a Baltimora sono state uccise 215 persone contro le 138 dello scorso anno, e a Washington e Saint Louis rispettivamente 105 e 136, in forte aumento rispetto all’anno scorso. A New York gli omicidi sono aumentati del 9% a 208 casi, a Chicago la crescita è stata del 20%.

Non è ancora chiaro il motivo del trend in rialzo. Secondo le forze dell’ordine – riporta il New York Times -, l’alta attenzione sul possibile uso eccessivo di forza da parte della polizia, il cosiddetto ‘effetto Ferguson’, ha spinto gli agenti a essere meno aggressivi, a vantaggio dei criminali. Ma non tutti sono d’accordo con questa teoria: le rivalità fra gang e la disponibilità di armi sono i motivi più importanti per l’aumento della violenza in alcune città. L’allarme per gli omicidi e i crimini violenti ha convinto le autorità delle maggiori città americane a riunirsi alla metà di agosto.

Il Dipartimento di Giustizia ha organizzato un incontro a settembre per affrontare l’emergenza. “Se ci sono così tante città che stanno sperimentando il fenomeno, allora c’è da preoccuparsi”, afferma Darrel Stephens, direttore generale dell’associazione dei major Cities Chief. “Quello che abbiamo notato è che non si tratta di individui che non hanno mai commesso crimini prima di uccidere qualcuno”, mette in evidenza il sovraintendente della polizia di Chicago, Garry McCarthy. “Si tratta di criminali che hanno già un passato. Sono sempre le stesse persone”. McCarthy ritiene che il problema di Chicago siano le troppe armi a disposizione e, a dispetto di chi chiede di ridurre la popolazione carcerari, è convinto che è necessario un inasprimento delle pene per i criminali armati.

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