Missione Grasso e Boldrini a Ny, ecco l’Italia delle riforme

il Presidente della del Senato Piero Grasso durante le celebrazioni per il trentacinquesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, Bologna, 2 agosto 2015.ANSA/GIORGIO BENVENUTI
il Presidente della del Senato Piero Grasso durante le celebrazioni per il trentacinquesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, Bologna, 2 agosto 2015.ANSA/GIORGIO BENVENUTI
il Presidente della del Senato Piero Grasso durante le celebrazioni per il trentacinquesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, Bologna, 2 agosto 2015.ANSA/GIORGIO BENVENUTI

NEW YORK. – “L’Italia delle riforme e del cambiamento”: questo è il Paese che il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha presentato a New York. Nel corso di diversi colloqui al Palazzo di Vetro e incontrando la comunità italoamericana al Consolato Generale della Grande Mela insieme alla presidente della Camera, Laura Boldrini, ha assicurato di portare qui “un’Italia diversa, che sta facendo notevoli passi avanti e che sta sempre piu’ acquisendo fiducia anche sul piano internazionale”.

“Il nostro Paese sta affrontando un percorso molto impegnativo, e sta rispondendo alle sfide con un cambiamento epocale e strutturale”, ha spiegato Grasso, che con Boldrini rappresenta l’Italia alla IV Conferenza Mondiale dei Presidenti dei Parlamenti all’Onu.

Nel corso della visita newyorkese ha anche incontrato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha avuto tanti appuntamenti bilaterali, e ha parlato della campagna per la candidatura dell’Italia al seggio come membro non permanente in Consiglio di Sicurezza Onu. “In questi incontri ho ripercorso i temi del terrorismo e della criminalita’ organizzata, e rappresentato il nostro know how, purtroppo creato sul sangue dei nostri martiri, delle tante vittime della mafia”, ha spiegato.

Grasso ha parlato anche della “crisi del progetto europeo”, dovuta anche all’incapacita’ di una risposta adeguata alla crisi economica, una risposta improntata al necessario rispetto delle regole di bilancio, ma poco alla crescita, allo sviluppo e al lavoro. “Oggi l’Ue si trova ad una svolta – ha concluso – o cambia oppure non esiste piu’, e noi vogliamo cambiarla e renderla piu’ forte”.