Canottaggio: favola Italia, 4 senza torna oro mondiale

Giuseppe Vicino, Matteo Lodo, Matteo Castaldo and Marco di Costanzo (from front) of Italy in action during the men's four race at the Rowing World Cup on Lake Rotsee in Lucerne, Switzerland, Saturday, July 11, 2015. EPA/PETER KLAUNZER
Giuseppe Vicino, Matteo Lodo, Matteo Castaldo and Marco di Costanzo (from front) of Italy in action during the men's four race at the Rowing World Cup on Lake Rotsee in Lucerne, Switzerland, Saturday, July 11, 2015.  EPA/PETER KLAUNZER
Giuseppe Vicino, Matteo Lodo, Matteo Castaldo and Marco di Costanzo (from front) of Italy in action during the men’s four race at the Rowing World Cup on Lake Rotsee in Lucerne, Switzerland, Saturday, July 11, 2015. EPA/PETER KLAUNZER

ROMA. – Favola Italia ai Mondiali di canottaggio a Aigubelette in Francia. La nazionale azzurra chiude la penultima giornata di gare iridate con l’oro vinto dal quattro senza composto da Marco Di Costanzo, Matteo Castaldo, Matteo Lodo e Giuseppe Vicino. Un quartetto che, con tanta voglia di affermazione e, per alcuni di loro, anche con la volontà di riscatto per non essere stati troppo considerati in passato, è riuscito in un’impresa che mancava da venti anni: dal mondiale di Tampere 1995 (epoca del ditti Giuseppe La Mura).

Una barca che si è messa alle spalle l’Australia, bronzo iridato 2014, e la Gran Bretagna, campione olimpica e mondiale in carica, ma qui con un equipaggio totalmente rinnovato. Tutto questo in solo duecento metri finali dopo aver lottato alla morte prima per altri 1800 metri. Una storia e una vittoria condensata dalle parole del presidente del Coni Giovanni Malagò: “E’ un successo dell’Italia di La Mura e di Peppe Abbagnale. Questi ragazzi sono stati fantastici e l’Italia deve essere orgogliosa di vederli a Rio il prossimo anno. Sono stati bravi a crederci fino in fondo e davvero ho remato con loro”.

Una storia, quella del quattro senza azzurro, che affonda le radici nel 1948 quando alle Olimpiadi di Londra l’Italia vinse l’oro e poi ai Mondiali nel 1994 e nel 1995 ancora con due medaglie d’oro fino ad arrivare ad oggi per il terzo oro iridato. Un sigillo, in ogni modo, che fa tornare grande il remo azzurro.

E grande è la gioia di uno dei protagonisti Giuseppe Vicino che racconta le fasi iniziali dell’impresa: “Siamo partiti a scheggia, e abbiamo impostato un passo deciso e pulito. L’azione dell’Australia non nego che poi ci ha messo un po’ di nervosismo, ma siamo rimasti lucidi e abbiamo continuato a fare la nostra gara”. Una gara – aggiunge Matteo Lodo – ”fatta come credevamo. Con gli australiani temevamo l’Olanda, ci aspettavamo forse qualcosa di più da loro, ma ciò che contava e nel quale abbiamo sempre creduto era la nostra vittoria, ed è arrivata”.

Per Matteo Castaldo ”è un sogno che si avvera, dopo tutta una vita di sacrifici. E’ una sensazione unica, la nostra forza è l’essere un gruppo di amici, è l’affiatamento che abbiamo che ci ha portato fino a questo risultato”. Chiude il racconto dell’impresa Marco Di Costanzo: “siamo partiti convinti, e abbiamo spinto al massimo sapendo che se avremmo preso subito una buona velocità poi saremmo riusciti a mantenerla. E’ stato così, la barca era veloce, abbiamo preso il comando e il passo è stato ottimo”.

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