Lazio con poche idee, ma contro l’Udinese basta Matri

SS Lazio's Stefano Mauri during the Italian Serie A soccer match between SS Lazio and Udinese at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 13 September 2015. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
SS Lazio's Stefano Mauri during the Italian Serie A soccer match between SS Lazio and Udinese at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 13 September 2015.  ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
SS Lazio’s Stefano Mauri during the Italian Serie A soccer match between SS Lazio and Udinese at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 13 September 2015. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

ROMA. – La Lazio è Matri. Almeno in questo momento. E’ dell’attaccante, all’esordio in biancoceleste, la doppietta che condanna l’Udinese e regala la seconda vittoria in campionato alla squadra di Stefano Pioli, apparsa comunque poco ispirata, priva di idee, inconsistente per un tempo (il primo). Nella ripresa arriva la mossa vincente del tecnico che, in un colpo solo, toglie dalla partita un Candreva appannato dal doppio impegno in Nazionale e soprattutto Lulic, invisibile e fermo come mai sulle gambe.

Dentro Matri e Felipe Anderson che, nel giro di soli 8′ confezionano il vantaggio: cross del brasiliano dalla sinistra e stoccata a pochi passi dalla porta dell’attaccante, che non dà scampo a Karnezis. E’ il gol che spiana la strada alla Lazio e, se non fosse per dei limiti di condizione fin troppo evidenti, le potrebbe anche permettere di sbloccarsi definitivamente. Invece, il raddoppio non arriva subito e serve una vera invenzione di Matri (ancora lui), che ruba un pallone in area a Kone, trasformandolo nel 2-0, con un sinistro preciso.

La partita finisce lì, dopo 28′ del secondo tempo, ma c’è poco da stare allegri in casa biancoceleste. Al di là del punteggio, e dei dei punti in classifica. I tifosi, però, si chiedono: se questa Lazio poco convincente è riuscita a raggranellare sei punti in tre partite, cosa sarà in grado di fare quando – e se – tornerà a esprimersi su certi standard? Il primo posticipo della terza giornata è stato condizionato dalla pioggia, caduta senza tregua per almeno 80′ di gioco, fino a trasformare il terreno in una trappola paludosa. La partita ne ha risentito e il resto l’hanno fatto i 22 schierati dai rispettivi tecnici.

E’ l’Udinese a presentarsi per prima al tiro, con una punizione di Fernandes (14′) che per poco non sorprende Marchetti. Un minuto dopo la Lazio – sempre priva del ‘faro’ Biglia – pareggia i conti con un calcio piazzato di Candreva, neutralizzato da Karnezis. La stessa ala della Nazionale ci riprova al 19′, ma la sua conclusione viene deviata in angolo. Al 33′ Zapata, l’unico bianconero in grado di impensierire la difesa avversaria, vola sulla destra, incontenibile e poderoso, crossa al centro, Marchetti blocca.

Al 43′ l’unica palla-gol del primo tempo la confeziona la Lazio: Keita vola verso l’area friulana, vede e serve sulla destra Candreva, dai cui piedi parte qualcosa che non somiglia nè a un cross e neppure a un tiro. Il pallone si spegna e lato. Nella ripresa, la Lazio ci prova con Parolo (8′) dalla distanza, poi tocca ad Adnan Ali, che spara in curva sud da ottima posizione. Matri cambia l’inerzia del match, con un gol che pesa una tonnellata e tramortisce l’Udinese, che reagisce con una doppia conclusione di Kone parata da Marchetti (strepitoso nel primo intervento).

Il 2-0 fa sprofondare la squadra di Colantuono e nemmeno Di Natale – inserito nel finale – riesce a rianimarla. La reazione e i punti restano obiettivi mai raggiunti.

(di Adolfo Fantaccini/ANSA)

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