Usa 2016: Trump vince ai punti, sorpresa Fiorina

Republican presidential candidates, former New York Gov. George Pataki, left, former Pennsylvania Sen. Rick Santorum, second from left, Louisiana Gov. Bobby Jindal, second from right, and Sen. Lindsey Graham, R-S.C., appear during the CNN Republican presidential debate at the Ronald Reagan Presidential Library and Museum on Wednesday, Sept. 16, 2015, in Simi Valley, Calif. (ANSA/AP Photo/Mark J. Terrill)
Republican presidential candidates, former New York Gov. George Pataki, left, former Pennsylvania Sen. Rick Santorum, second from left, Louisiana Gov. Bobby Jindal, second from right, and Sen. Lindsey Graham, R-S.C., appear during the CNN Republican presidential debate at the Ronald Reagan Presidential Library and Museum on Wednesday, Sept. 16, 2015, in Simi Valley, Calif. (ANSA/AP Photo/Mark J. Terrill)
Republican presidential candidates, former New York Gov. George Pataki, left, former Pennsylvania Sen. Rick Santorum, second from left, Louisiana Gov. Bobby Jindal, second from right, and Sen. Lindsey Graham, R-S.C., appear during the CNN Republican presidential debate at the Ronald Reagan Presidential Library and Museum on Wednesday, Sept. 16, 2015, in Simi Valley, Calif. (ANSA/AP Photo/Mark J. Terrill)

WASHINGTON. – Più contenuto che in altre sedi, ma è pur sempre ‘Trump show’. Parte infatti fragoroso Donald Trump nel secondo dibattito televisivo tra i candidati per la nomination repubblicana nella corsa alla Casa Bianca, per poi cedere in parte il passo. Anche se è forse solo Carly Fiorina a tenergli veramente testa. La ex ceo di Hp si impone infatti come la sorpresa della serata, mentre Jeb Bush ci prova ma non sfonda, gli manca quell’energia su cui lo stesso Trump ironizza nella lunga diretta tv.

Quasi tre ore di botta e risposta, appelli, annunci e autopromozione per gli 11candidati schierati davanti all’aereo presidenziale che fu di Ronald Reagan. Pesa l’ombra del 40/mo presidente degli Stati Uniti sugli aspiranti commander in chief riuniti nella sua biblioteca presidenziale in California, alla ricerca del sigillo da repubblicano doc, tanto che perfino Trump è meno pirotecnico, nonostante parta fin da subito la sfida all’uomo da battere. Fin dal primo ‘giro di tavolo’ i contendenti vanno all’attacco dell’outsider che ha rubato la scena balzando in testa ai sondaggi: lo fa Fiorina dandogli del “buon intrattenitore” ma poco più; segue a ruota Bush determinato però a mantenere il tono del moderato, del buono. Mostra una rinnovata energia anche Scott Walker, che incalza: “Non abbiamo bisogno di un apprendista alla Casa Bianca. Ne abbiamo già uno”, con riferimento al reality tv ‘The Apprentice’ lanciato proprio da Trump.

Il tycoon non si tira indietro e risponde agli attacchi, ribadisce le sue credenziali da businessman che, sostiene, porterebbero al Paese degli ottimi affari. E non si fa sfuggire nemmeno l’occasione di uscite alla sua maniera e prende di mira Rand Paul: “Non ho mai giudicato il tuo aspetto, eppure ce ne sarebbe da dire a riguardo… “. I botta e risposta più rivelatori sono però con Bush e Fiorina. Bush si sforza di essere incisivo e di elevare i toni del dibattito ma non entra nel vivo dello scontro. E quando cerca di incalzare Trump lo deride: “Guarda quanta energia stasera, mi piace….”. Da Bush nessuna reazione, nemmeno sull’immigrazione lo scambio si accende particolarmente.

Ma poi si scalda quando si chiama in ballo la presidenza di George W.: “C’è solo una cosa che si può’ dire su su mio fratello: ci ha mantenuto sicuri”, ha replicato con decisione Bush, rispondendo a Trump che accusava l’ex presidente di avere di fatto consegnato il Paese a Barack Obama.

E’ Fiorina che sembra invece emergere più degli altri: è la sorpresa della serata secondo molti osservatori, secondo cui il dibattito si trasforma in una vera e propria vetrina per la ex numero un di Hp che è stata capace di tenere testa anche al vulcanico Donald Trump. “Ci si aspettava uno scontro Trump-Bush, ma è Fiorina che ha riscaldato la serata, commenta Politico. Anche per il Washington Post “la scena è stata dominata in gran parte non da Trump ma da un altro outsider, Fiorina, che – si sottolinea – ha ricevuto fragorosi applausi per i suoi attacchi a Trump costringendolo più di una volta sulla difensiva, più di ogni altro candidato presente”.

Nell’ombra invece gli altri candidati, alcuni scompaiono del tutto. Come Marco Rubio, che non riesce ad essere incisivo nemmeno su un tema che dovrebbe essere a lui congeniale, quello dell’immigrazione. E delude Ben Carson, l’altro non-politico recente exploit nei sondaggi che, a parte un paio di ‘high-five’ con Trump, non ha mostrato particolari prodezze.

(di Annalisa Rapanà/ANSA)

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