Italia fuori da sabbie mobili, adesso aiutiamo i poveri

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in aula della Camera, Roma 30 settembre 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in aula della Camera, Roma 30 settembre 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in aula della Camera, Roma 30 settembre 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA. – L’Italia è fuori dalle sabbie mobili e la legge di stabilità di quest’anno rappresenterà “la svolta definitiva” per l’economia del nostro Paese, partendo dalla cancellazione delle tasse sulla prima casa (che l’Europa lo voglia o meno), non tagliando i fondi alla sanità (ma in realtà aumentandoli meno del previsto), mettendo nero su bianco già da quest’anno l’impegno per il taglio dell’Ires del 2017 e guardando anche alle fasce più povere della popolazione, anzi a chi in quelle fasce soffre di più, i bambini.

E’ ancora una volta il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a fornire nuovi dettagli sulla manovra 2016, interrogato puntualmente alla Camera da tutti i partiti politici sulle prossime mosse del governo. Forte degli ultimi dati sull’occupazione resi noti dall’Istat poche ore prima, anziché i gufi il premier vede stavolta “le rondini”, ribattendo punto per punto alle osservazioni dell’opposizione.

M5S, Lega, FI, Fratelli d’Italia non hanno perso l’occasione della presenza del premier in Aula per insistere su alcuni dei loro cavalli di battaglia, ma proprio partendo da quelli Renzi ha insistito sul suo programma.

Niente reddito di cittadinanza dunque, ma più crescita e più lavoro, perché così recita “la nostra Costituzione”, per aiutare i più poveri. Il piano anti-povertà, auspicato da Giuliano Poletti, non sarà quindi generalizzato, ma limitato a misure specifiche – e probabilmente meno onerose – contro la povertà infantile.

Alle rimostranze della Lega Nord su un milione di migranti sul territorio italiano il premier ha replicato con i numeri alla mano su 170.000 persone arrivate lo scorso anno, invitando ad un po’ di “coerenza”, senza citazioni dirette, chi – come Salvini – “è stato capace di dire prima ‘a casa tutti’ e poi ‘li ospiterei nel mio bilocale'”.

Ma il punto clou è proprio sull’economia e sul rapporto con l’Europa. Innanzitutto, la manovra non conterrà tagli alla sanità, assicura, fissando però il punto di partenza per il fondo sanitario a 111 miliardi l’anno prossimo, contro i 113 previsti dal patto per la salute.

Rispetto ai 110 miliardi di quest’anno un aumento ci sarà, e per questo Renzi insiste sull’impennata del 40% della spesa sanitaria dal 2002 ad oggi, ma rispetto agli accordi con le Regioni l’incremento sarà inferiore al previsto.

Un’apertura comunque, dopo la levata di scudi delle scorse settimane, c’è e riguarda la nota dolente di analisi e prescrizioni: “Deve essere chiaro che sulla sanità non si sta tagliando, poi – ha puntualizzato il premier – possiamo discutere di come spendere e possiamo farlo sia con consultazioni web sia ascoltando i medici”.

Poche polemiche, giornalistiche o politiche, il premier vuole sentire invece sul taglio delle tasse. Nel 2017 toccherà all’Ires, ma l’impegno e la quantificazione della riduzione sotto Spagna, Germania e Francia – quindi in discesa verso il 24% – si vedranno già in questa manovra.

Il 2016 sarà invece l’anno della casa. “Dopo 20 anni di balletto”, la Tasi scomparirà “per tutti e per sempre”, assicura, e non sarà “un battito di ali di una farfalla brussellese” a preoccupare il governo italiano.

“Questo atteggiamento di subalternità ha da finire una volta per tutte. L’Ue faccia ciò che deve fare e noi facciamo quello che dobbiamo fare noi”, ha replicato agli appunti di Renato Brunetta, capace, secondo il presidente del Consiglio, di aver votato con il governo Berlusconi il fiscal compact, modificato grazie alla flessibilità ottenuta invece dall’attuale esecutivo nel semestre di presidenza italiana dell’Ue.

(di Mila Onder/Ansa)

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