Russia 2018: Vinotinto, che scivolone! Il cammino inizia male

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CARACAS – Lo storico allenatore serbo Vujadin Boškov diceva “Dopo pioggia viene sole”. Mercoledì la pioggia che é caduta durante tutta la giornata sullo stadio Cachamay di Puerto Ordaz ha cambiato un po’ il panorama della Vinotinto per la gara contro il Paragauay, tutti si aspettavano il sole, ma la protagonista é stata la pioggia.

Sugli spalti e davanti alla televisione, i tifosi venezuelani si aspettavano un altro stile di gioco da parte della loro nazionale, lo scenario non era quello atteso a causa della pioggia.

Una partita così può dare senso a una vita. Puerto Ordaz è la città dove é nato il calcio venezuelano, eppure la storia passa anche da piccoli fatti: anche da una partita che sembrebbe dal risultato scontato. Perché se ci tieni, se la vinci, per qualche ora ti cambia il modo di vedere il mondo.

Il Paraguay é sceso in campo molto ordinato e con l’dea di non complicarsi la vita nella trasferta venezuelana. Sembrava che al triplice fischio si sarebbe arrivati con il risultato di 0-0, ma a dieci minuti dalla fine la dea bendata ha voltato le spalle alla vinotinto…

Un retropassaggio di Vizcarrondo si é trasformato in un assist per l’attaccante guaraní Derlis González che ha trafitto facilmente Baroja, lasciando la vinotinto con la bocca asciutta. Le critiche si sono abbattute sul difensore centrale, come la pioggia durante la gara. Ma c’é da dire, che fino a quell’infortunio difensivo, ‘Vizca’ era stato tra i migliori in campo.

A fine gara Noel Sanvicente ha mostrato tutta la sua furia dichiarando “stiamo commettento gli stessi errori di 20 anni fa”.

Nel pre-partita il commissario tecnico della vinotinto aveva chiesto ai suoi ragazzi di pressare l’avversario ed essere precisi sotto porta. La pioggia non solo ha bagnato le cartucce della nazionale, ma anche le idee.

Sull’altra sponda Ramón Diaz, ha saputo attendere e giocare con la pressione che avevano i padroni di casa, riuscendo a colpirli nel momento opportuno.

L’esordiente Jeffren Suarez insieme al genoano Rincón e Seijas sono stati tra i più bravi della nazionale. L’ex Barcellona ha dimostrato tutta la sua clase, sacrificandosi in difesa quando era necessario: meritevole non solo della maglia numero 7, ma anche di un bel sette in pagella.

Quando é stato sostituito ha ricevuto la satanding ovation dei tifosi sugli spalti. Suarez può essere il giocatore che farà la differenza (ricordiamoci che non c’é più Juan Arango), non per niente é cresciuto nel vivaio del Barcellona.

L’allenatore guaraní con un muro di quattro difensori nel primo tempo é riuscito a chiudere tutti gli spazi alla vinotinto. Nella ripresa la musica é cambiata ed il Venezuela ha avuto un maggior possesso palla, ma senza impensierire più di tanto la porta paraguaiana. E forse questo dovrebbe impensierire Sanvicente.

Il Paraguay non vinceva la gara d’esordio da ben 26 anni, il precedente risale al 27 agosto 1989, allora a cadere sotto i colpi guaraní fu la nazionale colombiana: vittoria per 2-1. I guaraní hanno interroto una scia negativa esterna che durava da otto gare, l’ultima vittoria in trasferta casualmente é stata contro il Venezuela, con il risultato di 2-1, durante le qualificazioni per il mondiale Sudafrica 2010.

Adesso la vinotinto avrà il difficile compito di affrontare il Brasile, martedì 13 ottobre..
Dopo il ko con il Paraguay, il percorso verso il mondiale russo é diventato un po’ più complicato. Se si vuole realizzare la meta, bisognerà iniziare da martedì a Fortaleza.

(Fioravante De Simone/Voce)

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