Legge Stabilità: parte piano povertà, aiuti per disabili senza genitori

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ROMA. – Una legge di Stabilità attenta ai più deboli, con interventi, in particolare per i disabili, “che sono riforme strutturali molto più di quel che sembra”.

Ci tiene il premier Matteo Renzi, tra una slide e l’altra per illustrare la legge di Stabilità, a sottolineare l’importanza degli stanziamenti dedicati al fondo per il sociale, che sale per il prossimo anno a 400 milioni, rispetto ai 250 già previsti, e alla legge sul ‘dopo di noi’, che, assicura, “deve essere approvata nel 2016”.

“Ci tengo moltissimo”, ha ripetuto più volte il premier in conferenza stampa, perché si tratta di un tema “di cui la politica si è occupata troppo poco”. E ha citato l’esempio di chi vive con la sindrome di down “che oggi, fortunatamente” ha una aspettativa di vita media raddoppiata rispetto al 1975 (da meno di 30 anni a 64) e “spesso sopravvive ai genitori”.

La legge, che ha già avuto il via libera della commissione Affari sociali della Camera, aspetta la calendarizzazione per l’Aula e prevede oltre alla costituzione di un fondo ad hoc per i disabili che restano soli, anche degli sgravi per le famiglie che mettono da parte risorse per il ‘dopo di noi’.

Accanto a disabili e non autosufficienza, il premier conferma anche l’arrivo del piano contro la povertà, la prima “misura organica” per contrastare in particolare la povertà dei minori.

Che non partirà subito, perché sarà strutturato “con una delega” (nella risoluzione sul Def deputati e senatori avevano chiesto di collegare alla manovra un disegno di legge per il contrasto della povertà già al vaglio del Parlamento), e che sarà finanziato per 600 milioni nel 2016 (proprio perché avrà bisogno di qualche tempo per diventare operativo), che salgono a 1 miliardo per il 2017 e il 2018.

Si dovrebbe trattare di un “di un bonus per ogni figlio a carico per quei nuclei familiari sulla soglia della povertà”, come ha spiegato l’ex ministro Maurizio Lupi, soddisfatto perché “sono state accolte le richieste di area popolare sulla famiglia”. Accanto a queste risorse dello Stato, ha sottolineato Renzi, ci saranno anche 300 milioni nel triennio che arriveranno dalle fondazioni bancarie.

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