Manovra verso approvazione Ue. Padoan, no polemiche su tassa case

Pubblicato il 20 ottobre 2015 da redazione

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ROMA. – “C’è un clima buono”. Da Bruxelles arriva un giudizio positivo sulla Legge di Stabilità italiana. Si tratta di indiscrezioni che danno, però, forza al governo alle prese con le critiche, scontate, dell’opposizione e con quelle, meno scontate, della minoranza interna Pd.

Matteo Renzi – al Quirinale per un incontro di due ore – ribatte agli oppositori interni del proprio partito (“c’è ormai una parte del Pd che, come dice Totò, si oppone a prescindere”) ma non entra direttamente sui temi contestati: “L’Italia è più solida, sta meglio”, rimarca. E “se si buttano giù le tasse, il Paese torna ad essere leader in Europa”, aggiunge sottolineando l’importanza del taglio di Imu e Tasi.

Il via libera della commissione, seppur non ufficiale, eviterà il “rinvio” della manovra a Roma, dando maggiori margini all’esecutivo. Particolarmente soddisfatto il ministero dell’Economia che segna un punto a suo favore. Il ministro Pier Carlo Padoan vuole chiudere le discussioni su Imu e Tasi: “Parlare solo di tasse sulla casa è francamente… puntini, puntini… mettete voi la parola”, si sfoga con i cronisti.

Il dicastero di via XX settembre registra un punto a suo favore sulla questione “casa” anche da Bruxelles: secondo le indiscrezioni, la valutazione sull’eliminazione della Tasi “dipende se essa fa aumentare il rapporto deficit-pil in modo sostanzioso” e – viene spiegato – l’Italia “dovrebbe starci dentro”.

Per la valutazione – precisano le fonti – “molto dipende dalle scelte del governo sulle spese per i rifugiati”. Secondo una primissima valutazione, l’esecutivo non sarebbe disposto a riconoscere una “nuova flessibilità” dello 0,2%. Tuttavia le maggiori “spese aggiuntive”, soprattutto per l’eventuale costruzione di centri di accoglienza, potrebbero rientrare nella flessibilità già accordata all’Italia anche se dovrebbero essere “provate”.

Per Padoan, al di là del “dossier casa”, la manovra ha un respiro ben più ampio: “Vede l’abbattimento delle imposte, di tutte le imposte e questo riguarda le famiglie, le imprese e il mercato del lavoro, con la decontribuzione per i nuovi assunti, e gli stimoli alla contrattazione di secondo di livello”.

Parole che non sembrano convincere la minoranza Pd. Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, promette battaglia e indica i punti da “correggere”: su tutti “un tetto alla cancellazione della tassa sulla prima casa”; “riportare l’uso del contante a 1.000 euro”; “flessibilità nella previdenza”; “prolungare a un triennio la durata degli incentivi del contratto a tutele crescenti del 2016 e mantenere, per il Mezzogiorno, la precedente normativa più favorevole”. Cambiamenti non da poco.

Un nuovo fronte polemico, intanto, si apre sul versante giochi d’azzardo. I cinquestelle, Lega e alcune voci all’interno di Ap criticano la scelta di “voler fare cassa con l’apertura di 22 mila nuovi punti scommesse”.

Le misure previste in Legge di Stabilità puntano ad un incasso di un miliardo di euro. “Il governo – attacca Luigi Di Maio del M5S – li usa per finanziare le sue becere manovre elettorali”. Il Carroccio definisce “biscazziere” il governo. Forza Italia boccia drasticamente la manovra.

“Tutta la manovra di Matteo Renzi, da 27 miliardi (modello ‘base’) o 30 miliardi (‘accessoriata’), è in deficit”, sostiene il capogruppo alla Camera Renato Brunetta lamentando anche il fatto che “ancora non è stato trasmesso un testo al Parlamento” anche se già si prospettano emendamenti.

“Renzi e Padoan sostengono di rispettare le regole europee – sottolinea – Ma aumentando il deficit pubblico, il governo contravviene a quanto previsto da Fiscal compact e Six Pack, e rinvia agli anni venturi il risanamento dei conti pubblici italiani”.

(Teodoro Fulgione/Ansa)

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