Canada svolta a sinistra, valanga di voti per Trudeau

Pubblicato il 20 ottobre 2015 da redazione

Liberal leader Justin Trudeau stands with his wife Sophie Gregoire at the Liberal party headquarters in Montreal, Tuesday, Oct. 20, 2015. Trudeau, the son of late Prime Minister Pierre Trudeau, became Canadas new prime minister after beating Conservative Stephen Harper. (Paul Chiasson/The Canadian Press via AP) MANDATORY CREDIT

Liberal leader Justin Trudeau stands with his wife Sophie Gregoire at the Liberal party headquarters in Montreal, Tuesday, Oct. 20, 2015. Trudeau, the son of late Prime Minister Pierre Trudeau, became Canadas new prime minister after beating Conservative Stephen Harper. (Paul Chiasson/The Canadian Press via AP) MANDATORY CREDIT

NEW YORK. – Il Canada volta pagina. Il partito liberale di sinistra di Justin Trudeau ha stravinto le elezioni legislative, sconfiggendo i conservatori del premier uscente, Stephen Harper, al potere da 9 anni.

I liberal hanno ottenuto a sorpresa la maggioranza assoluta al Parlamento di Ottawa: 184 seggi su 338 contro i 102 dei conservatori e i 41 del partito democratico (Ndp). Harper, che sperava in un quarto mandato, si avvia invece verso le dimissioni da leader del partito che avrà una guida ad interim fino alla prossima convention.

La ‘valanga’ liberal ha sorpreso anche i più scettici: il partito era al terzo posto nei sondaggi, ma negli ultimi giorni di campagna elettorale, la più lunga nella storia recente del Paese, è rimontato fino ad arrivare in testa. Anche grazie al suo leader.

Justin Trudeau porta un nome importante. Il padre è Pierre Trudeau, lo storico premier del Canada morto nel 2000 che governò per 15 anni il Paese, dal 1968 al 1984, con una sola interruzione, e che rimane uno dei pochi politici canadesi conosciuti all’estero e in America, dove fu spesso paragonato a John F. Kennedy per il suo carisma.

Per Justin seguire le orme del padre non sarà per nulla facile, ma i canadesi sono dalla sua parte. Ex insegnante, 43 anni, con un passato da buttafuori e istruttore di snowboard, il primogenito di Trudeau è sposato con una ex presentatrice tv che gli ha dato tre figli.

Ha basato la sua piattaforma elettorale sulla classe media, impegnandosi a tassare i più ricchi, ridurre la spesa pubblica, legalizzare la marijuana e fissare obiettivi nazionali per le emissioni di gas. Il neopremier ha quindi dalla sua parte il merito di aver risollevato le sorti del partito dopo la peggiore sconfitta elettorale della sua storia, nel 2011, quando arrivò terzo, dietro l’Ndp, con appena 34 seggi in Parlamento.

Ha inoltre condotto una campagna elettorale intelligente, resistendo agli attacchi degli oppositori, Harper su tutti, che ha puntato sulla sua inesperienza per tentare di screditarlo. Mentre Justin pensava già a ristabilire contatti più calorosi con l’amministrazione Obama, al quale viene spesso paragonato.

“Abbiamo sconfitto la paura con la speranza”, ha detto Trudeau nel suo discorso post-elezioni a Montreal, sede del suo distretto. “I canadesi hanno scelto il cambiamento, il vero cambiamento”, ha aggiunto.

Battendo Harper, Justin diventa il secondo premier più giovane nella storia del Canada dopo il conservatore Joe Clark, eletto a 39 anni, e anche tra i Paesi del G7, dopo il collega Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio è stato uno dei primi a congratularsi con Trudeau, augurandosi di lavorare presto insieme “per rendere i legami tra Canada e Italia sempre più forti. Buona fortuna”, ha twittato Renzi in inglese.

A predire il destino di Justin, più di 40 anni fa, fu l’uomo allora più potente della terra. “Stasera faremo a meno delle formalità. Vorrei brindare al futuro primo ministro del Canada: a Justin Pierre Trudeau”, disse Richard Nixon durante una cena a Ottawa offerta da Pierre Trudeau nel 1972. Justin aveva solo 4 mesi.

( Gaetana D’Amico/Ansa)

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