Da Deutsche Bank a Vw, l’anno orribile di Berlino

Pubblicato il 11 novembre 2015 da redazione

azioni-deutsche-bank

ROMA. – Prima domanda: riuscirà Volkswagen a superare la crisi drammatica che sta attraversando senza chiamare in aiuto il capitale pubblico? Seconda: il crollo di credibilità della Germania permetterà di mantenere regole europee sulle verifiche dei bilanci bancari che proteggono Deutsche Bank e le permettono di superare i controlli nonostante bilanci pessimi? Terza: è accettabile che le Landesbanken, cioè le banche regionali, vengano tenute fuori dal raggio d’azione della vigilanza bancaria europea?

Finora la forza della grande Germania ha permesso di aggirare gli ostacoli ma il 2015 verrà ricordato come l’anno terribile dei tedeschi, quello che ha minato un patrimonio di fiducia ricostruito a partire dal dopoguerra. Così la legge del più forte, quella che finora ha funzionato permettendo di avere l’Unione europea al loro servizio, potrebbe non funzionare più.

C’è un proverbio, del resto, che dice: ‘il troppo stroppia’, per sottolineare come ogni eccesso finisce per trasformarsi in boomerang. Il rischio per la Germania non è trascurabile anche perché, a ben guardare, i guai tedeschi nascono oltre Oceano, negli Stati Uniti.

Naturalmente sarebbe arbitrario stabilire con certezza un nesso causa-effetto, ma certo l’accusa di avere aggirato i test antinquinamento delle auto diesel è arrivata dall’americana Environmental protection agency (e ha avuto l’effetto di bloccare piani importanti di aumento delle quote di mercato negli Stati Uniti).

Ugualmente buona parte dei guai di Deutsche Bank, che hanno costretto all’uscita di scena i due amministratori delegati, l’indiano Anshu Jain e il tedesco Juergen Fitschen, nasce da due maxi multe, in particolare per manipolazioni dei tassi interbancari, decise dalle autorità statunitensi e del Regno Unito.

Di sicuro, per la Germania, i fronti aperti sono da far tremare i polsi. Basta considerare che Deutsche Bank ha chiuso il terzo trimestre 2015 in profondo rosso, con perdite intorno a 6,2 miliardi di euro. Tanto da annunciare l’uscita da una decina di paesi, tagli massicci del personale, la sospensione del dividendo.

In più, da tempo, il colosso bancario tedesco è sotto osservazione da parte delle autorità di vigilanza per il possibile occultamento di perdite per miliardi di dollari su derivati, su cui ha indagato anche la Sec (Securities and exchange commission, l’organo di controllo dei mercati Usa). In queste condizioni è quanto meno curioso che la banca abbia superato senza problemi le verifiche sulla qualità dei bilanci e gli stress test europei.

La verità è che, almeno finora, rapporti di forza schiaccianti hanno messo la Germania al riparo da sorprese e in Europa i parametri stabiliti penalizzano pesantemente le banche che, come quelle italiane, fanno soprattutto credito commerciale alle imprese, mentre sono indulgenti verso quelle che fanno soprattutto finanza, più o meno creativa (come Deutsche Bank).

“Sono scelte che pesano come macigni e finiscono per ostacolare i finanziamenti all’economia reale”, commenta Ignazio Rocco di Torrepadula, senior advisor di Tikehau investment management, fondo paneuropeo specializzato in mercati del credito.

La Germania, indebolita dagli scandali, riuscirà a mantenere piena copertura alle sue banche oppure il destino dei parametri europei di valutazione delle banche è, prima o poi, di essere cambiati eliminando distorsioni inaccettabili?

Sul fronte Volkswagen, invece, il problema non è soltanto la supermulta per avere truccato le emissioni dei motori diesel ma l’ampliamento delle irregolarità alle auto a benzina e, in particolare, le class action che possono scattare in diversi Paesi, a partire dagli Stati Uniti, cioè le azioni legali collettive per ottenere il risarcimento dei danni. Una catena di guai che finirebbe per mettere in ginocchio il colosso tedesco, portandolo sulla soglia del fallimento.

Ecco perché potrebbe risultare indispensabile l’intervento di capitale pubblico a sostegno dell’azionista di maggioranza privato. Attualmente la Porsche automobil holding controlla poco più del 50% del capitale, affiancata da due soci di peso: il Land della Bassa Sassonia (socio pubblico, con una partecipazione del 20%) e la Qatar holding (17%).

Con quale credibilità, nel caso d’intervento pubblico massiccio, la Germania potrebbe continuare a tenere i fucili puntati contro gli aiuti di Stato a favore di grandi aziende in altri Paesi?

Va ricordato, per esempio, che proprio i tedeschi sono dietro alle imposizioni europee con cui negli anni Novanta è stato imposto al governo italiano lo smantellamento dell’Iri e, più recentemente, all’alzata di scudi preventiva contro l’intervento pubblico a sostegno dell’Ilva, leader nell’acciaio e concorrente di ThyssenKrupp (che ha il quartier generale a Essen, nella Renania settentrionale-Vestfalia) e dell’ArcelorMittal (a capitale misto francese e indiano).

Il vento, però, sta cambiando direzione. Tanto da mettere in discussione la leadership, fino a poco tempo fa incontrastata, del premier Angela Merkel. Chi l’avrebbe mai detto?

(di Fabio Tamburini/ANSA)

Ultima ora

17:19Sci nordico: Italia Team, raduno ad Anterselva

(ANSA) - ROMA, 25 LUG - E' entrato nella seconda e ultima fase il quinto raduno estivo della squadra maschile di Coppa del mondo di sci di fondo dopo quelli effettuati nelle ultime settimane sulle nevi norvegesi di Sognefjeld e successivamente sulle strade di Toscana, Trentino ed Emilia Romagna. Al lavoro sulla nuova pista di skiroll (inaugurata l'anno passato) di Anterselva (Bz) sono presenti Francesco De Fabiani, Dietmar Noeckler, Federico Pellegrino, Maicol Rastelli e Giandomenico Salvadori, i quali sono stati messi sotto torchio dall'allenatore responsabile Giuseppe Chenetti, che ha presentato un menù ricco di camminate a piedi, skiroll, corsa, forza, bicicletta e balzi. Il raduno si concluderà venerdì 28 luglio.

17:19Vitalizi: Sisto (FI), è macelleria sociale per 20 milioni

(ANSA) - ROMA, 25 LUG - Un provvedimento che è un "atto di macelleria sociale per 20 milioni di pensionati". Lo dice il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto intervenendo in Aula durante la discussione sulle questioni pregiudiziali. Le misure all'esame della Camera, e che portano la firma del Pd, sono "un provvedimento barbaro sul piano costituzionale" e rappresentano una scelta "irresponsabile".

17:04Cade in canale, bambino morto annegato nel Novarese

(ANSA) - NOVARA, 25 LUG - Un bambino è morto annegato nelle acque del diramatore di Vigevano, un canale artificiale che scorre tra le province di Novara e di Pavia. Trascinato dalla corrente il corpo è stato recuperato nella zona di Romentino. Non è ancora chiara la dinamica dell'incidente, al vaglio delle forze dell'ordine. Il bambino, tre anni da compiere, è scivolato in acqua a Galliate, dove viveva con la famiglia vicino al diramatore. A dare l'allarme, secondo quanto si è appreso, è stata la madre.(ANSA).

16:54Lavoro: AlmaLaurea, a cinque anni da titolo 84% occupato

(ANSA) - BOLOGNA, 25 LUG - A cinque anni dal conseguimento del titolo, in Italia i laureati lavorano nell'84% dei casi; oltre la metà è assunta a tempo indeterminato e i lavoratori autonomi sfiorano il 20%. I laureati nelle professioni sanitarie e gli ingegneri registrano un tasso di occupazione superiore al 90% e retribuzioni più elevati. Sono i dati dei focus realizzati da AlmaLaurea sulla base del 19/o 'Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati', presentato a Parma lo scorso maggio. Il rapporto ha coinvolto oltre 75mila laureati magistrali biennali del 2011. Dopo ingegneri e professionisti sanitari, i più occupati sono i laureati dei gruppi economico-statistico (89%), scientifico (88%), chimico e architettura (86% per entrambi). Il tasso di disoccupazione è del 9%, rimanendo su valori più elevati tra i laureati dei gruppi letterario (15%), giuridico e geo-biologico (14% per entrambi). A livello retributivo, i laureati magistrali a cinque anni dal titolo percepiscono in media 1.405 euro netti mensili. (ANSA).

16:47Pallavolo: Zaytsev spera, voglio andare agli Europei

(ANSA) - ROMA, 25 LUG - ''Il mio unico pensiero è andare a fare gli Europei con una scarpa idonea, non farmi male e dare una mano alla squadra. Io ancora ci spero, la soluzione non è così complicata, io darei anche una gamba per la Nazionale. La soluzione è semplice: trovare una scarpa adatta per me del marchio che sponsorizza la federazione''. L'asso della pallavolo Ivan Zaytsev lascia le porte aperte ad un suo ritorno nella Nazionale di pallavolo in vista degli Europei dopo la querelle su sponsor e scarpe che ha portato alla sua esclusione dall'Italvolley. "Io ho sempre dato la mia massima disponibilità per cercare di trovare una soluzione - sottolinea lo Zar - e non ho mai detto che non avrei giocato senza le mie scarpe. Sono stato dipinto come un mercenario, una persona legata a un brand sportivo".

16:46Calcio: domani nuova Serie A, Juve può partire con big match

(ANSA) - MILANO, 25 LUG - Roma, Napoli, Milan, Inter, Atalanta e Lazio: ci sono praticamente tutte le migliori squadre dell'ultima stagione tranne la Fiorentina fra le possibili avversarie della Juventus campione d'Italia per la prima giornata del nuovo campionato di Serie A, che prenderà forma domani con i sorteggi nella sede di Sky. Impegnate nei preliminari di coppe, non si possono incontrare al debutto il Napoli e il Milan, che inizierà il campionato in trasferta come Genoa, Roma e Chievo, mentre lo faranno in casa Inter, Sampdoria, Lazio e Hellas Verona. Fra i criteri per la stesura del calendario, è prevista alternanza assoluta di incontri in casa e in trasferta per Bologna e Spal, per le squadre di Verona, Genova, Milano, Torino e Roma. Nei turni infrasettimanali non sono possibili i big match fra Inter, Juve, Milan, Napoli e Roma, né i derby, programmati tutti in giornate diverse, mai alla prima e all'ultima.

16:45Sinistra: Scotto, serve percorso comune con Pisapia

(ANSA) - ROMA, 25 LUG - "Non si può fare politica con il torcicollo. Sono d'accordo con Giuliano Pisapia, bisogna guardare avanti. L'alleanza con il Pd di Renzi e' archiviata nei fatti dalle scelte politiche di questi anni sul lavoro, sulla democrazia, sulla giustizia sociale. Oggi e' inutile tornarci sopra.I soggetti politici nascono se hanno una matrice popolare e democratica. Altrimenti sono solo amalgami tra stati maggiori. Che durano lo spazio di una campagna elettorale. E dunque stabiliamo insieme un percorso per decidere quando i nostri militanti, simpatizzanti ed elettori potranno dire la loro opinione sulla natura e la missione del soggetto della sinistra che vogliamo costruire". Lo dice Arturo Scotto , deputato di Mdp intervenendo su Fb.

Archivio Ultima ora