Il presidente dell’Inps, Politiche previdenziali e nuovo welfare

(Foto da left.it)
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CAMPOBASSO. – I vitalizi e la necessità, ”unica operazione possibile”, di ricalcolarli su base contributiva sono il tema centrale del suo intervento: difende la sua idea e attacca chi la contesta, a suo avviso ”per interessi personali”. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, è l’atteso ospite del convegno ‘Politiche previdenziali e nuovo welfare’ organizzato a Campobasso.

Da qui, dalla quieta provincia, replica in maniera diretta alle contestazioni che gli sono piovute addosso a seguito della pubblicazione, una settimana fa, della proposta di riforma pensionistica avanzata dall’Istituto nazionale di previdenza.

”Una discussione stucchevole. La storia dell’Inps è una storia di proposte – ammonisce Boeri – Noi veniamo chiamati in Parlamento per fare proposte, c’è una interlocuzione costante con i ministeri”.

Così difende anche la scelta di rendere pubblico il documento: ”E’ una scelta concordata con il Governo. Non avremmo mai messo il testo sul sito dell’Inps se questa scelta non fosse stata concordata con il Governo”.

Questo, per chiarire il metodo. Nel merito, evidentemente principale punto di scontro, Boeri non ha dubbi: ”Sui vitalizi – spiega -, l’unica operazione possibile è quella del ricalcolo contributivo. La proposta che facciamo è quella di ricalcolare i vitalizi sulla base dei principi del sistema contributivo. Le persone che hanno fatto carriera politica e hanno avuto cariche elettive riceveranno un vitalizio che è proporzionato ai contributi che hanno versato. In alcuni casi, questo comporterà anche una riduzione del 50-60%”. E qui, a suo giudizio, la genesi delle contestazioni.

”Dopo la nostra proposta c’è stata una serie di attacchi alla mia persona, fatti da chi ha interessi evidenti nell’operazione che noi abbiamo voluto avviare”. Boeri va dritto al punto. ”La ferocia di questi attacchi nei miei confronti è proporzionale all’entità degli interessi che andiamo a intaccare”.

”Le persone che sono andate in televisione schiumando di rabbia per attaccarmi – prosegue – sono persone il cui vitalizio verrà probabilmente ridotto della metà se le nostre proposte venissero accolte”.

Ma non è un Boeri solo d’attacco e difesa nei riguardi di uno dei privilegi più invisi, quello che parla in Molise. Il presidente dell’Inps lancia un messaggio di grande impatto sul valore della complementarità generazionale sul lavoro.

”Io non credo a tanti discorsi che sono stati fatti sul ricambio tra giovani e anziani, non credo in molte parole d’ordine che contengono un messaggio culturale a mio giudizio sbagliato. Sono fortemente contrario al termine ‘rottamazione’, lo trovo sbagliato”.

”Trovo anche sbagliato – aggiunge – il termine ‘staffetta generazionale’, perché dà un po’ l’idea della sostituibilità tra i lavoratori più anziani e quelli più giovani, mentre trovo che ci siano delle fortissime complementarietà tra quello che può fare un lavoratore con molta esperienza e quello che può fare un lavoratore che è agli inizi della sua carriera”.

(di Enzo Luongo/ANSA)

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