Rohani arriva a Roma, per l’Iran ”Italia porta d’Europa”

Pubblicato il 13 novembre 2015 da redazione

rohani e gentiloni

ROMA. – L’Iran è determinato a espandere e a rafforzare i suoi rapporti con i Paesi europei, e per farlo ha scelto l’Italia “porta dell’Europa”. Con questo messaggio arriva a Roma il presidente iraniano Hassan Rohani, prima tappa della visita europea – che lo porterà anche in Francia – dopo l’accordo sul nucleare di luglio scorso.

Accompagnato da una delegazione di alto livello di ministri e imprenditori, il presidente della Repubblica islamica vedrà il capo dello Stato Sergio Mattarella, in una colazione di lavoro al Quirinale, e firmerà con il premier Matteo Renzi degli accordi bilaterali.

“Ma tutto resta legato ai progressi” sull’applicazione dell’accordo internazionale e lo smantellamento delle strutture nucleari contestate, ha ricordato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, rassicurando gli Stati Uniti e la comunità internazionale in un’intervista al Washington Post.

Si tratterà infatti soprattutto di memorandum di intesa, perché pur non essendo ancora giunto il momento di smantellare le sanzioni imposte a Teheran da Usa e Ue, “sappiamo che il processo segue un cammino molto chiaro, e la visita del presidente Rohani rappresenta un’opportunità per iniziare a consolidare la nostra cooperazione economica e culturale”, ha aggiunto il capo della Farnesina.

Un’opportunità che l’Italia non vuole perdere, puntando a ritornare primo partner commerciale dell’Iran in Europa, non appena si riaprirà il grande mercato persiano.

Focalizzata sul rilancio dei rapporti economici (il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, vedrà domani quello dell’Industria Nematzadeh, e domenica Rohani incontrerà le pmi italiane), la visita del presidente iraniano non potrà però prescindere dai grandi temi politici e dai dossier internazionali, a partire dalla posizione di Teheran sullo Stato di Israele.

“Israele ha diritto e dovere di esistere e il nostro Paese sempre sarà a braccia aperte verso tutte le fedi religiose”, ha ricordato Renzi nell’esprimere vicinanza a Nathan Graff, l’ebreo ortodosso accoltellato l’altra sera a Milano. E non è escluso che il premier possa ribadire la tradizionale posizione italiana anche con Rohani, come si aspetta tra gli altri l’ambasciatore israeliano a Roma, Naor Gilon.

Da più parti, a cominciare da 18 associazioni riunite attorno alla campagna #DiteloaRouhani, viene inoltre chiesto a Renzi e Mattarella di non dimenticare negli incontri ufficiali le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate in Iran, in particolare il ricorso sistematico (e tragicamente in aumento) della pena di morte.

Gentiloni (che oggi sarà a Vienna per il secondo round del tavolo sulla Siria e non potrà prendere parte agli incontri romani) ha assicurato intanto che il governo intende sollevare il caso di Jason Rezaian, il corrispondente del Washington Post in carcere in Iran da circa un anno, perché “una soluzione aiuterebbe a costruire un clima di fiducia” tra il regime degli ayatollah e le potenze mondiali.

Rohani sarà ricevuto anche da papa Francesco, prima della bilaterale con Renzi e la cena con il premier al Campidoglio, mentre è saltato – “per difficoltà di coordinamento tra le diverse agende” – l’incontro con i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, previsto per domenica mattina.

Sembra invece del tutto chiusa la questione del “vino sì, vino no” a tavola, costata al presidente francese Francois Hollande (che riceverà Rohani subito dopo la tappa romana) la cancellazione del pranzo con il presidente iraniano. Una questione che in realtà a Roma non si è mai aperta, precisano fonti diplomatiche, ricordando la tradizionale ospitalità italiana.

(di Laurence Figà-Talamanca/ANSA)

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