Hollande: la Francia è in guerra, l’Europa si unisca

Pubblicato il 16 novembre 2015 da redazione

French President Francois Hollande observes a minute of silence before delivering a speech at the Versailles castle, west of Paris, Monday, Nov.16, 2015. (Philippe Wojazer, Pool via AP)

French President Francois Hollande observes a minute of silence before delivering a speech at the Versailles castle, west of Paris, Monday, Nov.16, 2015. (Philippe Wojazer, Pool via AP)

PARIGI. – Francois Hollande, il presidente normale, si trasforma in presidente marziale per reagire agli attentati di Parigi. “La Francia è in guerra”, dice solennemente davanti al parlamento riunito a Versailles, chiedendo la mobilitazione dei suoi concittadini e l’aiuto dei partner europei e internazionali contro il nemico terrorista.

Poche ore prima, a mezzogiorno, il presidente aveva scelto di essere alla Sorbona per il minuto di silenzio osservato in tutta la Francia, per esprimere vicinanza al mondo della scuola e dell’università dato che tra le vittime di venerdì sera “ci sono molti studenti e insegnanti”. Tra cui anche l’italiana Valeria Solerin, che studiava proprio in quest’ateneo.

In quel minuto, tutta la città di Parigi si è fermata. Le scuole, gli uffici, la gente per strada, persino gli autobus e le frenetiche metropolitane, in segno di lutto ma anche di unità contro il terrore. Il ricordo delle vittime e della loro giovane età è tornato anche nel discorso di Hollande davanti alle Camere riunite, mescolato alla volontà di mostrarsi determinato nel reagire.

“Ho chiesto al ministro della Difesa di rivolgersi da domani ai suoi colleghi europei in base all’articolo 42.7 del Trattato dell’Unione, che prevede che quando uno Stato è aggredito tutti gli Stati membri devono dargli solidarietà di fronte all’aggressione”, ha spiegato Hollande, sottolineando che l’estremismo islamico è “nemico dell’Europa”, non solo della Francia.

Da Bruxelles, l’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini ha fatto sapere che sulla questione si comincerà a lavorare già domani, quando è previsto un suo incontro con il ministro francese Jean-Yves Le Drian. Non è però solo all’Europa che Hollande chiede di collaborare nella lotta all’Isis, prima di tutto in Siria.

“La comunità internazionale è ancora troppo incoerente, divisa”, ha lamentato il presidente francese, annunciando che nei prossimi giorni incontrerà Barack Obama e Vladimir Putin “per unire le nostre forze” contro gli jihadisti, nella convinzione che “serve una grande e unica coalizione per combattere questo esercito terrorista”.

La Francia, da parte sua, “intensificherà la sua azione” in Siria, ed intensificherà i raid aerei con l’obiettivo non di “contenere”, ma di “distruggere” l’Isis.

Sul piano nazionale Hollande, come anticipato ieri, chiederà un prolungamento di tre mesi dello stato di emergenza, e si dice intenzionato ad avviare un cambiamento della Costituzione, in particolare degli articoli su poteri speciali in caso di minaccia alla nazione e stato di guerra e invio di militari all’estero.

La legge francese deve dotarsi di “uno strumento per prendere misure eccezionali”, ha affermato, perché “questa guerra di un altro tipo richiede un regime costituzionale da stato di crisi”. Al governo sarà quindi chiesto di mettersi subito al lavoro per dare più mezzi d’indagine alla giustizia, e permettere, tra le altre cose, di espellere più rapidamente gli stranieri “che rappresentano una minaccia di particolare gravità per la nostra sicurezza”, e “impedire a una persona con doppia nazionalità di rientrare sul nostro territorio se costituisce un rischio terrorista”.

Al termine del discorso, tutti i parlamentari presenti hanno applaudito, con la sola eccezione di due eletti del Front National Gilbert Collard e David Rachline. Poi, in un coro commosso, hanno intonato la Marsigliese.

(di Chiara Rancati/ANSA)

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