Settimana chiave per la manovra, Unione Europea e Camera

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ROMA.- Settimana chiave per la manovra: oggi sarà la volta di un nuovo test europeo, con la riunione dell’Eurogruppo chiamata a discutere il giudizio di Bruxelles sulle leggi di stabilità dei diversi Paesi, e anche dell’approdo alla Camera.

L’iter del provvedimento, a Montecitorio, dovrebbe entrare nel vivo dopo il prossimo weekend: la commissione Bilancio infatti potrebbe avviare l’esame degli emendamenti tra la fine di novembre e i primi di dicembre e portare il testo in Aula intorno alla metà del prossimo mese. Il testo così tornerebbe al Senato per l’ultima lettura poco prima di Natale.

La riunione dell’Eurogruppo non è escluso possa affrontare anche la questione dello ‘scorporo’ dal Patto delle spese extra per sicurezza a difesa. E proprio la sicurezza sarà uno dei temi al centro dell’attenzione dei deputati: il governo, già durante il passaggio al Senato, si è detto disponibile a intervenire e l’ipotesi è di un ulteriore stanziamento che si aggiri intorno ai 100 milioni di euro. E dunque, dato che le risorse a disposizione sono scarse, l’ipotesi di una nuova ‘clausola sicurezza’ darebbe ossigeno alla discussione in Parlamento.

Oltre infatti all’emergenza post-Parigi, i senatori hanno rinviato ai colleghi dell’altro ramo del Parlamento anche la questione Sud e quella previdenza. Se su quest’ultima però si tratterebbe solo di introdurre misure specifiche (opzione donna e anticipazione dell’incremento della no tax area) perché la riforma più generale è rinviata al 2016, sul Mezzogiorno i deputati puntano a introdurre un pacchetto più corposo.

Le misure sono ancora allo studio ma, almeno per ora, in pole restano l’ipotesi di un credito d’imposta e quella degli sgravi per le nuove assunzioni anche se c’è chi torna a insistere per introdurre una sorta di maxiammortamento degli investimenti in beni strumentali da parte delle imprese.

Secondo il presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia è necessario “discutere degli investimenti da fare per gli anni che abbiamo davanti. Per questo – sottolinea – ribadisco la necessità di inserire in legge di stabilità la decontribuzione piena fino al 2020 e il credito d’imposta su ricerca e investimenti”.

Capitoli, quelli della sicurezza, delle pensioni e del Sud, a cui si aggiungono quelli relativi alla sanità e alle regioni nonché quello relativo all’innalzamento del tetto dei contanti, che alcuni anche dentro il Pd vorrebbero riportare a mille euro.

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