Indagato rettore dell’Università di Brescia, concorso ad hoc per vincitore

Università Brescia
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BRESCIA. – Un concorso ad hoc per affidare un incarico ad una determinata persona. Per questo il rettore dell’Università statale di Brescia Sergio Pecorelli é stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Brescia. Deve rispondere di abuso d’ufficio e con lui anche i membri della commissione dell’Ateneo che il 28 novembre di un anno fa ha affidato l’incarico a Elisa Gregorini, che all’epoca era già sotto contratto con l’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco)il cui presidente era lo stesso rettore Pecorelli, sospeso dell’incarico una settimana fa per un conflitto di interessi.

In passato Elisa Gregorini, che non risulta indagata nell’ inchiesta odierna, era stata segretaria di Mariastella Gelmini al Ministero della pubblica Istruzione. Nel mirino della Guardia di Finanza di Brescia, nell’ambito dell’inchiesta denominata Ateneo, é finito il concorso che aveva come oggetto “lo sviluppo e il consolidamento di relazioni pubbliche internazionali al fine di promuovere l’ampliamento geografico e istituzionale degli accordi di collaborazione finalizzati alla nuova mission dell’Ateneo e al suo progetto strategico Health&Wealth”.

Avuto l’incarico per via preferenziale Elisa Gregorini non avrebbe mai svolto la funzione, ma avrebbe svolto mero ruolo di segretaria del rettore Pecorelli con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, iniziato a gennaio 2015, con un compenso annuo di 30 mila euro.

Prima della Procura di Brescia anche il Collegio dei Revisori dei Conti dell’Ateneo bresciano aveva rilevato anomalie nella procedura di selezione del vincitore del concorso oggi al centro dell’inchiesta. Confermando l’iscrizione dello stesso rettore Pecorelli nel registro degli indagati, gli inquirenti fanno sapere che “il numero degli indagati potrebbe aumentare in base al materiale oggetto della perquisizione odierna”.

Le Fiamme Gialle sono infatti entrate all’Ateneo di Brescia per sequestrare materiale relativo al concorso incriminato. Guardia di Finanza che oggi ha effettuato delle perquisizioni anche all’interno della sede romana dell’Aifa dove Pecorelli, sospeso una settimana fa dall’incarico di presidente per conflitto di interessi, ha aperto un altro contenzioso nato da una segnalazione interna.

(di Andrea Cittadini/ANSA)