Bruxelles accusa McDonald’s di evadere il fisco in Ue e Usa

A file picture dated 04 April 2014 shows people dining at a McDonald's restaurant on Manezhnaya Square in Moscow, Russia. EPA/MAXIM SHIPENKOV
A file picture dated 04 April 2014 shows people dining at a McDonald's restaurant on Manezhnaya Square in Moscow, Russia.  EPA/MAXIM SHIPENKOV
A file picture dated 04 April 2014 shows people dining at a McDonald’s restaurant on Manezhnaya Square in Moscow, Russia. EPA/MAXIM SHIPENKOV

BRUXELLES. – Dopo Starbucks, Amazon ed Apple si allunga la lista delle multinazionali Usa messe sotto accusa dall’Europa per aver evaso il fisco grazie ad accordi con alcuni Governi, tra cui il Lussemburgo. Ora è McDonald’s il bersaglio dell’antitrust europeo che ha aperto un’indagine sulla sua maxi-evasione da oltre un miliardo di euro dal 2009, grazie ad accordi fiscali con il Governo lussemburghese.

Al termine dell’inchiesta, l’azienda potrebbe trovarsi a dover ridare quanto sottratto al fisco in tutti questi anni. Secondo la Commissione Ue ‘McDonald’s Europe’, sussidiaria del colosso con sede nel Granducato, ad oggi ha eluso totalmente il fisco sia in Europa che negli Usa. Questo perché “in virtù di due ruling fiscali adottati dalle autorità lussemburghesi, dal 2009 non versa le imposte sulla società, pur avendo realizzato ingenti utili (più di 250 milioni di euro nel 2013)”, scrive Bruxelles.

Una situazione difficile da credere ma facile da realizzare sfruttando la convenzione sulla doppia imposizione, con l’ ‘aiuto’ delle autorità lussemburghesi. La Commissione ha scoperto che un primo ruling fiscale adottato dal Lussemburgo nel marzo 2009 ha confermato che McDonald’s Europa non era tenuta a versare l’imposta sulle società in Lussemburgo in quanto gli utili erano soggetti a tassazione negli Usa.

Un provvedimento giustificato facendo riferimento alla convenzione Lussemburgo-Usa sulla doppia imposizione. Ma, in base al ruling, McDonald’s doveva trasmettere ogni anno la prova che le royalties trasferite negli Stati Uniti attraverso la Svizzera erano state dichiarate e tassate.

Tuttavia, contrariamente a quanto assunto dalle autorità fiscali del Lussemburgo, gli utili non erano soggetti a tassazione negli Stati Uniti perché in base al diritto Usa, McDonald’s Europa non era un soggetto imponibile. Per questo motivo la società non ha potuto fornire alcuna prova delle tasse pagate e ha chiesto un secondo ruling, che la esonerava anche dall’onere della prova.

“Con il secondo ruling – scrive Bruxelles – le autorità lussemburghesi hanno accettato di esonerare quasi integralmente dalla tassazione in Lussemburgo gli utili di McDonald’s Europe”. Per questo Bruxelles vuole vederci chiaro: “Un ruling fiscale che prevede che McDonald’s non paghi né in Lussemburgo né negli Stati Uniti le tasse sulle sue royalties europee va sottoposto ad una disamina scrupolosa alla luce delle norme Ue in materia di aiuti di Stato.

Lo scopo delle convenzioni sulla doppia imposizione tra Paesi è evitare la doppia tassazione, non certo giustificare un doppio sgravio fiscale”, ha detto la commissaria responsabile della Concorrenza Margrethe Vestager, i cui servizi ora verificheranno se McDonald’s ha ottenuto un “vantaggio selettivo” di cui altre società non potevano beneficiare.

Questa è la quinta indagine in Ue e la terza in Lussemburgo aperta da Bruxelles in materia di evasione fiscale, dopo quelle di Starbucks in Olanda, Apple in Irlanda, più Amazon e Fiat nel Granducato. Su Fiat e Starbucks la Commissione ha già preso una decisione imponendo loro di pagare il dovuto finora evaso.

(di Chiara De Felice/ANSA)

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