Smog a Roma: le targhe alterne non bastano, le polveri restano alte

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ROMA. – E’ ancora Sos smog a Roma. Le targhe alterne fanno flop. Non basta la due giorni di stop alternato alle auto pari e dispari per far diminuire l’inquinamento. Restano alti i valori delle Pm10 nell’aria: ieri limiti sforati in ben 11 centraline su 13.

I Verdi scendono in piazza e si dicono pronti a denunciare, con un esposto in Procura, il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca se non adotterà misure serie anti-smog. E la Lista Marchini chiede interventi per fermare l’emergenza dei roghi tossici nei campi rom.

Intanto il Campidoglio ha prorogato anche per domani la misura che prevede la possibilità di usare i mezzi pubblici con un solo biglietto per tutta la giornata al costo di 1,50 euro e ha potenziato il servizio pubblico.

Nonostante a Roma ieri ci fossero le targhe alterne rimane nella Capitale l’allarme smog. Il bollettino dell’Arpa Lazio parla chiaro: il limite giornaliero delle polveri sottili è stato superato ieri in 11 centraline su 13. Il limite massimo giornaliero da non sforare è fissato dalla legge per le Pm10 a 50 microgrammi/m3.

Ieri a Roma le centraline hanno registrato 67 a Preneste, 58 a Francia, 56 a Magna Grecia, 53 a Villa Ada, 66 a Cavaliere, 51 a Fermi, 59 a Bufalotta, 57 a Cipro e 58 ad Arenula. I picchi più alti sono stati a Cinecittà dove la centralina ha toccato i 92 e a Tiburtina dove si è arrivati a 76. La misura delle targhe alterne adottata dal Campidoglio sembra essere quindi servita a poco.

“Non è questa la soluzione visto che non tagliano le emissioni del 50% ma solo del 10-15%”, tuonano i Verdi scesi oggi in piazza davanti Montecitorio, armati di mascherine sul volto e barattoli ‘riempiti’ di gas di scarico, per ribadire ancora una volta che “di smog si muore”. E lanciano un allarme: nelle zone più inquinate di Roma, come l’Aurelia, c’è un aumento della mortalità del 7%.

Le principali malattie rilevate, secondo uno studio dell’epidemiologo Francesco Forastiere, sono quelle cardiovascolari e il tumore al polmone, la cui incidenza è superiore del 9% nelle aree dove gli inquinanti hanno i livelli più alti – le morti dal 2001 al 2010 per cause cardiovascolari sono state oltre 60mila, più di 22mila quelle per malattie ischemiche del cuore, circa 9mila per malattie respiratorie e 12mila per tumore al polmone.

“Secondo uno studio del 2012, se a Roma venissero rispettati i limiti di Pm2,5 segnalati dall’Oms l’aspettativa di vita aumenterebbe di oltre 12 mesi e si conterebbero quasi 1.300 morti in meno all’ anno”, spiega il portavoce dei Verdi di Roma Gianfranco Mascia. Dati e numeri allarmanti, quanto basta per un esposto in Procura.

“Se non arriveranno i giusti provvedimenti dal commissario Tronca domani presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica per denunciarlo – annuncia Mascia – Le targhe alterne non servono dicono gli scienziati ma servono il blocco totale del traffico, più ciclabili e lo stop ai suv”.

Intanto Roma conquista la maglia nera tra le capitali e le grandi città europee per dotazioni di metropolitane, tram e ferrovie suburbane. Non solo: nel 2015 la metro è stata k.o. per 40 giorni (29 volte per guasti tecnici), una media di circa uno stop ogni 6 giorni. Insomma Roma ultima in Europa per eco-mobilità, sentenzia Legambiente che annovera tra i record negativi della Città Eterna anche quello del possesso di automobili, pari a 71 ogni 100 abitanti, quando a Berlino sono 35 e a Londra 36.

(di Davide Muscillo/ANSA)