Derby della Lanterna: Cassano show, al Genoa non basta un gran finale

Pubblicato il 05 gennaio 2016 da redazione

Genoa's Olivier Ntcham (R) and Sampdoria's Antonio Cassano in action during the Italian Serie A soccer match Genoa CFC vs UC Sampdoria at Luigi Ferraris stadium in Genoa, Italy, 05 January 2016. ANSA/LUCA ZENNARO

Genoa’s Olivier Ntcham (R) and Sampdoria’s Antonio Cassano in action during the Italian Serie A soccer match Genoa CFC vs UC Sampdoria at Luigi Ferraris stadium in Genoa, Italy, 05 January 2016.
ANSA/LUCA ZENNARO

GENOVA. – Vincono le scelte di Montella. Vince Cassano. E la Sampdoria il derby della Lanterna numero 111 inguaiando molto il Genoa nella classifica (quartultimo posto a +2 sul Frosinone che deve affrontare il Napoli), nel morale e nel fisico. Perché questa partita, se la perdi, lascia sempre cattivi pensieri nella mente e tossine difficili da smaltire nel fisico.

Il punteggio finale è di 3-2 con doppietta di Soriano e gol di Eder da una parte e doppietta di Pavoletti dall’altra. E soprattutto con gli assist di Cassano, 2 e mezzo. Vince la Samp, con il Genoa che butta via un tempo.

La squadra di Montella comanda per 65 minuti, poi, quando è sul 3-0, cala e subisce la rabbia e il cuore del Genoa che riapre la partita con Pavoletti, fallisce con Lazovic la palla del 3-2, punteggio che fissa ancora con Pavoletti. Gli ultimi minuti di gara sono da emozioni continue, occasioni da una parte e dall’altra, carambole, parate di Viviano e una traversa di Barreto.

Per un derby bello che il Genoa deve dimenticare in fretta, preservando il finale, se non vuole vedere fantasmi. E’ una Sampdoria diversa dal verbo calcistico di Montella, quella che stordisce il Genoa che pure gioca e attacca, anche con cinque uomini, ma è vulnerabilissimo quando i blucerchiati ripartono. Già le ripartenze: Montella abbandona il suo credo, il possesso palla, e sceglie il contropiede.

Si affida al sapere di Cassano e viene ripagato. Fantantonio è uno show e gli altri interpreti fanno tutto quello che Montella ha chiesto loro: Carbonero ed Eder pronti a fare anche i terzini, Soriano a contenere e a proporsi in avanti e per lui, sempre imbeccato da Cassano, arriva una doppietta. La Sampdoria si compatta, si schiera anche con un 4-5-1, regge alla pressione del Genoa e quando riparte colpisce. Sempre.

E sempre nella stesso modo: palla su Cassano e poi ci pensa lui. Anche con facilità perchè al barese schierato da falso centravanti i difensori genoani lascia inspiegabilmente grande libertà. Il banco salta al 18′ del primo tempo dopo che in avvio la gara era stata sospesa per 4 minuti per lancio di fumogeni dalla gradinata rossoblù e Pavoletti era stato pericoloso con un colpo di testa: Cassano riceve palla, vede l’inserimento di Soriano e lo serve; Burdisso maldestramente non riesce a intercettare la palla che raggiunge il centrocampista doriano, diagonale al volo e gol.

Il Genoa reagisce con Laxalt a cui Viviano dice no (35′), ma ancora un errore frena il tentativo di risalita. E’ il 39′ quando Ansaldi perde palla sulla pressione di Carbonero, il colombiano chiede e ottiene l’uno-due a Cassano e vola verso il fondo da dove la mette dentro per Barreto che non ci arriva, la palla è sporcata da Cassano (mezzo assist) e arriva a Eder: rigore in movimento e gol con precisione chirurgica.

Si riparte con Suso e Rigoni al posto di Ntcham e Dzemaili, ma dopo appena 4 minuti Soriano fa il bis per il 3-0: contropiede di Regini, palla a Cassano che la gira al centrocampista. Poi esce Eder per Correa (13′), il Genoa aumenta la pressione e con un bel colpo di testa di Pavoletti fa 3-1.

Ora nella Samp subentra un po’ di paura e il Genoa cresce, Lazovic sbaglia clamorosamente il 3-2, che arriva al 35′ ancora con Pavoletti, un gol spettacolare: controllo, sombrero su Viviano e tuffo per spingere di testa la palla in rete. Il finale è scoppiettante. A Montella bastano 65 minuti per vincere il derby; a Gasperini non ne bastano 25 per pareggiarlo.

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