Migrantes, nel 2015 27mila migranti aiutati dalla Chiesa

Pubblicato il 12 gennaio 2016 da redazione

migrantes

ROMA. – Procede a passo veloce l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati nelle diocesi italiane: erano 23 mila il 6 settembre 2014, giorno dell’appello del Papa a estendere l’accoglienza nelle parrocchie, nelle comunità, nei monasteri e nei santuari, oggi sono diventati 27 mila, di cui 5 mila ospitati nelle parrocchie.

I numeri sono stati forniti da mons. Giancarlo Perego, direttore generale di Migrantes, nel corso della presentazione delle iniziative della Chiesa cattolica per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebra domenica 17 gennaio. A Migrantes sono giunti numerosi messaggi istituzionali.

Primo fra tutti quello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha sottolineato la necessità di “una più stretta cooperazione internazionale in materia di riconoscimento e ricollocazione dei rifugiati, mirata a contrastare i transiti irregolari, insieme al traffico e allo sfruttamento di esseri umani”.

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha sottolineato che “il tema dell’integrazione, soprattutto in questo momento storico, è destinato a intersecarsi con quello della sicurezza”, mentre il collega degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha evidenziato che l’Italia nel 2015 ha realizzato “più della metà dei salvataggi avvenuti nel Mediterraneo centrale”.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha reso noto che sta portando avanti un progetto per la realizzazione di una Cartella sanitaria elettronica per i migranti. Ma l’accoglienza, di cui tutti sottolineano l’importanza, per Migrantes non è, in questo momento storico, l’atteggiamento prevalente.

“Cresce la paura – ha detto mons. Perego – crescono i rischi non solo di alzare muri, di forme di protezionismo, di limitazioni al welfare per i migranti, ma anche di scontri e conflittualità sociale in Europa”. E anche in Italia “l’accoglienza rimane ancora in una situazione di forte precarietà, sia nei porti di arrivo che in molti centri di prima accoglienza”.

Attualmente nel nostro Paese, secondo le stime di Migrantes, su 153 mila persone sbarcate nel 2015 ne sono rimaste, accolte nelle diverse strutture, 103.792. E se le richieste di asilo sono aumentate (83 mila rispetto a 65 mila del 2014), l’accoglimento della domanda è sceso dal 60% del 2014 al 42% del 2015: uno dei motivi, secondo Perego, è da individuare nella “considerazione di un diritto alla tutela internazionale a partire dal paese di provenienza” mentre invece “questo diritto è personale. Abbiano assistito a delle espulsioni anche di gruppo, senza leggere la storia della persona, e questo non va bene in uno stato di diritto”.

“L’Europa deve dare accoglienza e integrazione. Dietro il fenomeno migratorio – ha detto mons. Guerino Di Tora, Vescovo Ausiliare di Roma e presidente di Migrates e della Commissione Episcopale per le Migrazioni – non ci sono numeri ma persone, essere umani”. Per questo, il messaggio per la Giornata che si celebra domenica è “In cammino con i migranti: gesti di accoglienza e di misericordia”.

La Giornata, ha spiegato mons. Di Tora, si celebra in tutte le 27 mila parrocchie italiane ma avrà un particolare momento celebrativo nel Lazio, la regione del Centro Italia con il maggior numero di immigrati: oltre 600 mila, di cui 500 mila a Roma.

Domenica prossima oltre 6.000 migranti e rifugiati provenienti da 17 diocesi del Lazio, di almeno 30 nazionalità, saranno in piazza San Pietro per l’Angelus del Papa. Dopo l’Angelus, i migranti attraverseranno la Porta Santa per recarsi nella Basilica di San Pietro, dove si celebrerà la messa presieduta dal card. Antonio Maria Vegliò, presidente del pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti.

Ai piedi dell’altare ci sarà la Croce di Lampedusa, per ricordare il viaggio drammatico di molti richiedenti asilo. Le ostie che saranno distribuite durante la messa sono state donate dai detenuti del carcere milanese di Opera.

(di Angela Abbrescia/ANSA)

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