Coppa del Mondo di sci: tre azzurri sul podio, il segreto è attaccare

Pubblicato il 17 gennaio 2016 da redazione

Giuliano Razzoli of Italy clears a gate during the first run of the Men's Slalom race at the FIS Alpine Ski World Cup at the Lauberhorn in Wengen, Switzerland, 17 January 2016.  EPA/PETER KLAUNZER

Giuliano Razzoli of Italy clears a gate during the first run of the Men’s Slalom race at the FIS Alpine Ski World Cup at the Lauberhorn in Wengen, Switzerland, 17 January 2016. EPA/PETER KLAUNZER

WENGEN. – “Sapevo da un bel po’ che potevo farcela, perché sto andando bene e lo faccio su tutti i tipi di pista. In due azzurri sul podio è fantastico. E ci serve anche negli allenamenti”. Giuliano Razzoli, dopo aver tagliato il traguardo dello speciale di Wengen, ha tirato un urlo di gioia che pareva non finire più.

Il ragazzone emiliano – 31 anni, un metro e 82 centimetri per una novantina di kili di muscoli – ha conquistato il decimo podio in Coppa del mondo, un palmares fatto da due vittorie, cinque secondi con quest’ultimo e tre terzi posti. In più, ovviamente, c’è il suo magico oro olimpico di Vancouver 2010.

Dopo incidenti e momenti di crisi, dalla scorsa stagione Razzoli è tornato più determinato che mai, con una sciata assolutamente solida e composta, bellissima da vedere, ma anche con un’agilità incredibile data la sua stazza.

Soddisfattissimo è pure Stefano Gross. Il trentino, classe 1986, con il terzo posto, ha messo insieme il settimo podio in carriera, con una vittoria, tre secondi e tre terzi posti. “Adelboden mi piace, non è un caso se l’anno scorso qui ero arrivato secondo, anche se sulla pista vera non su questa preparata sulla parte finale della libera. E’ una pista con poche pendenze e dunque il contrario di quel che piace a me. Ma ho attaccato e attaccato ancora e va davvero bene così”. Il podio è arrivato al momento giusto prima delle classiche austriache”, ha detto il ragazzo della Val di Fassa.

Per i due ora ci sono tappe fondamentali, come Kitzbuehel e poi Schladming, tutte piste su cui già sono saliti sul podio e su cui possono farsi più che mai valere. “Finalmente Giuliano e Stefano sono stati all’altezza della situazione – ha commentato felice Max Carca, l’allenatore degli azzurri – ed ora manca solo Kristoffersen da battere. Ma ci arriveremo. È una grande iniezione di fiducia per tutti”.

Felicissima e orgogliosa, ovviamente, anche Federica Brignone. “Soprattutto nella seconda manche la visibilità è stata un gran problema. Non si vedeva nulla e sbatteva tutto, mi sembrava quasi di essere ferma. Ma ho attaccato egualmente, perché volevo andare forte. Per un po’ ho sperato in qualcosa di piu’ del terzo posto. Ma va bene così, sono davvero contenta del mio terzo posto”.

Per Federica è il quarto podio stagionale in una stagione felicissima, aperta con la prima vittoria in carriera nella tappa d’esordio di coppa a Soelden. I podi in Coppa del mondo sono così in tutto 11: una vittoria, quattro secondi e sei terzi posti. In più l’argento mondiale a Garmisch, nel 2011.

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