Venezuela: nuovo scontro tra Maduro e Parlamento sulla crisi economica

Pubblicato il 22 gennaio 2016 da redazione

RamosAllupMaduro

CARACAS. – Nuovo scontro in vista fra l’Assemblea Nazionale, in mano all’opposizione, e il governo di Nicolás Maduro: questa volta la posta in gioco è il decreto di emergenza economica presentato dall’esecutivo, sul quale si deve esprimere il Parlamento.

Venerdì scorso, Maduro ha consegnato il decreto al Parlamento, sottolineando che è necessario approvarlo per affrontare i “catastrofici” dati macroeconomici del 2015: inflazione al di sopra del 140%, contrazione del Pil del 7,1% e un tasso di scarsità dei prodotti di prima necessità superiore all’80%.

Il Parlamento ha creato una commissione ad hoc per esaminare la situazione, che doveva essere illustrata dai ministri dell’area economica, ma all’ultimo momento l”appuntamento è stato sospeso, dopo che il governo ha annunciato che i suoi rappresentanti non si presenteranno in aula se la stampa fosse stata presente.

“E’ molto grave che i membri del governo non adempiono all’obbligo costituzionale e legale di presentarsi in aula”, ha detto Il presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana, Henry Ramos Allup,, sottolineando che “forse le cifre e le informazioni che devono dare al paese sono così gravi che vogliono mantenerle segrete”.

Isturiz ha risposto che il governo “non intende partecipare a uno show mediatico” perché “esistono informazioni dello Stato che non possono essere esposte pubblicamente”. “Qui non ci sono pagliacci, bensì uomini e donne che lavorano por la patria”, ha aggiunto.

L’opposizione ha comunque già chiarito che considera inadeguato il piano di emergenza di Maduro, giacché propone di mantenere la stessa politica attuale. Il governo sostiene infatti che non ha alcuna responsabilità e la vera causa della crisi è una “guerra economica” orchestrata dalla “borghesia parassitaria” e l'”imperialismo yankee”.

Maduro ha lasciato così il Parlamento davanti a un dilemma politico: se respinge il decreto, il governo lo accuserà di non voler collaborare nella lotta contro la crisi economica – che è la questione prioritaria per la maggioranza dei venezuelani- e se lo appoggia diventerà co-responsabile di una politica che l’opposizione stessa definisce fallimentare.

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