Commissario diritti umani Muiznieks, Italia non discrimini le adozioni

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STRASBURGO. – Estendere alle coppie dello stesso sesso i diritti e doveri delle coppie eterosessuali, è giusto e necessario, e nel farlo l’Italia “non crea nuovi diritti ma elimina la discriminazione basata sull’orientamento sessuale”. In un’intervista rilasciata all’Ansa, il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Miuznieks, incita il parlamento italiano a legiferare sulle unioni civili mantenendo l’articolo sulle adozioni. Inoltre, chiede maggiori tutele per i giornalisti e i media, e chiama il Paese a depenalizzare la diffamazione e a introdurre il reato di tortura.

“Trovo positivo che l’Italia finalmente discuta di una legge che riconosca legalmente le coppie dello stesso sesso, come ha stabilito la Corte europea dei diritti umani nel luglio del 2015” afferma Muiznieks, riferendosi alla sentenza Oliari e altri contro Italia. “Quello che ritengo meno positivo è tutto questo dibattito emotivo e non fattuale sull’articolo che permetterebbe l’adozione dei figli del partner” continua il commissario. “Trovo la discussione sull’impatto negativo che l’essere allevato da una coppia omosessuale ha sul minore, un argomento pretestuoso, smentito da una crescente quantità di ricerche scientifiche”.

Inoltre il commissario avverte che la posizione della Corte è chiara: se le coppie etero non sposate possono adottare i figli del partner, lo stesso devono poter fare le coppie dello stesso sesso. “Mi auguro quindi che il parlamento italiano faccia la cosa giusta e adotti una legge sulle unioni civili che includa l’adozione”.

Il Commissario reagisce poi alle minacce fatte a Lirio Abbate e alla perquisizione a Piazza Pulita (La 7), oggetto di 2 allerte sulla piattaforma per la protezione e la sicurezza dei giornalisti del Consiglio d’Europa. “Questi casi sono emblematici della preoccupante vulnerabilità strutturale cui devono far fronte i media in Italia, dove la mancanza di sicurezza per i giornalisti, l’impunità per i crimini commessi contro di loro, e le pressioni politiche sui media sono un problema di lunga data” denuncia Muiznieks.

Lo Stato, afferma, non deve rimanere in silenzio di fronte a questi fatti, ma deve tutelare i media, condannando tutti i casi di minacce e violenze contro i giornalisti e assicurando che i crimini commessi contro di loro siano perseguiti con maggiore efficacia. E sul fronte della difesa dei giornalisti Muiznieks si augura che il parlamento italiano “riprenda presto i lavori sulla questione della depenalizzazione della diffamazione e che l’Italia non perda un’importante opportunità per riformare la sua legge sulla stampa”.

Infine il commissario ricorda che come stabilito dalla Corte l’anno scorso, con la sentenza Cestaro, l’Italia deve anche adottare leggi che puniscano adeguatamente i responsabili di atti di tortura. “È necessario che l’Italia rimedi a queste mancanze non solo perché lo dicono le sentenze della Corte di Strasburgo, ma anche per mostrare che prende seriamente gli impegni assunti per il rispetto dei diritti umani” conclude Muiznieks.

(di Samantha Agrò/ANSA)