Disoccupazione Usa al 4,9%. Obama, America più forte

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NEW YORK. – L’America conferma in questo momento di essere “l’economia più forte al mondo”. Parola di Barack Obama, che, nel commentare gli ultimi dati sull’andamento del mercato del lavoro, sottolinea come un tasso di disoccupazione al 4,9% non si vedeva dal febbraio 2008. E come negli ultimi sei anni l’economia Usa abbia creato ben 14 milioni di nuovi posti, con una striscia positiva nel periodo 2014-2014 che non si vedeva dal 1999. Eppure i mercati non reagiscono nel migliore dei modi, con una giornata difficile per Wall Street.

Il fatto è che a gennaio la crescita dei nuovi posti ha subito una decisa frenata rispetto alla fine dello scorso anno: 151.000 assunzioni contro le 185.000 attese. Un dato che mette pressione sulla Federal Reserve, che a marzo dovrà decidere se andare avanti con il rialzo graduale dei tassi avviato lo scorso mese. Una strategia che in molti criticano, giudicandola prematura alla luce degli ultimi timidi dati non solo sul fronte dell’occupazione ma anche su quello del Pil.

Con una ripresa indiscutibile ma che lascia ancora spazio all’incertezza, soprattutto per l’incognita legata al rallentamento globale dell’economia, dalla Cina all’Europa. A questo punto la tabella di marcia che già Janet Yellen aveva in mente potrebbe saltare, e per la maggior parte degli analisti diminuiscono le probabilità di un nuovo taglio dei tassi non solo a marzo, ma anche entro la fine dell’anno.

Timori legati all’incertezza che si sono abbattuti sulle Borse: a Wall Street a meta’ giornata il Dow Jones perde oltre l’1% e il Nasdaq oltre il 2,60%, le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente archiviano una giornata altrettanto negativa, con Milano maglia nera che chiude con un -2,13%. Male anche Francoforte (-1,14%), Parigi (-0,66%) e Londra (-0,86%). Campanello d’allarme dallo spread tra Btp e Bund tedesco, ai massimi dall’agosto 2015 a 126 punti.

Ma l’amministrazione Obama cerca di spazzare via il pessimismo, facendo notare come, sebbene i posti creati a inizio anno siano stati sotto le attese, siano invece cresciute le buste paga. Segno che la ripresa comincia a farsi sentire anche sui salari, che i suoi benefici cominciano a trasmettersi sui lavoratori. Buste paga più pesanti, insomma. Un passaggio che il presidente americano tiene molto a sottolineare, intervenendo a sorpresa durante il briefing quotidiano con i giornalisti alla Casa Bianca.

Un’apparizione decisa forse per tranquillizzare i mercati piuttosto nervosi. “Ricordate la devastazione del 2007 e del 2009? Siamo usciti dalla peggiore crisi dagli anni ’30 più forti e più veloci di prima. E più di ogni altra economia avanzata”, ha affermato Obama, evidenziando come i salari crescono mentre continuano ad andare giù deficit, disoccupazione, prezzi del gas e del petrolio. Un circolo virtuoso che aumenta consumi delle famiglie e investimenti delle imprese.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)