Usa 2016: Hillary a un punto di svolta, cerca il trionfo a sud

Pubblicato il 22 febbraio 2016 da redazione

hillary

WASHINGTON. – In Sud Carolina sabato Hillary Clinton va a cercare la svolta. Vuole spezzare adesso la catena dei testa a testa imposta dall’exploit del senatore Bernie Sanders che la sfida da sinistra, per spiccare il volo e procedere verso il supertuesday – in cui si vota contemporaneamente in una dozzina di stati – e oltre, nella cavalcata per la nomination.

Dopo la vittoria risicata in Iowa e la sconfitta annunciata in New Hampshire, la candidata per la nomination democratica il vero sospiro di sollievo lo ha tirato in Nevada e punta alla prima tappa delle primarie nel sud per la consacrazione, territorio a lei già favorevole al punto che Sanders in Sud Carolina sembra risparmiare forze e mezzi con presenze più limitate e campagna meno battagliera. Perché quella strada l’ha già persino battuta Bill Clinton che, con tutte le remore del caso (la gaffe per l’ex presidente è pericolo sempre in agguato) in questo caso fa da ‘garante’ presso un elettorato che al ‘messaggio Clinton’ è considerato sensibile.

Una delle incognite che le primarie democratiche in Sud Carolina possono sciogliere è infatti quella sull’elettorato afroamericano: Bill se lo porta dietro dalla sua presidenza, resta da vedere se Hillary riesce ad ereditarlo in blocco. Intanto la candidata mette le mani avanti e si dichiara fiduciosa: “Sento che gli afroamericani hanno fiducia in me”, dice.

Sanders però non rinuncia del tutto e critica la scelta da parte di Hillary di “abbracciare” l’operato di Obama. Così la punzecchia, toccando la nota dolente che è quella ‘delusione’ che pure in certi ambienti serpeggia nei confronti dei due mandati del primo presidente nero. Il senatore liberal non manca però nemmeno di sottolineare e rivendicare il suo tangibile contributo a questa campagna, ovvero stimolare la partecipazione, mobilitare molti tra coloro che spesso restano a guardare impassibili al processo elettorale da meri spettatori.

E’ vero per i giovani e per le minoranze, come ha dimostrato fin qui il balletto di numeri emerso da sondaggisti e analisti che hanno scandagliato il consenso per categorie. Hillary però può già contare su altri numeri, quelli decisivi alla fine, ovvero il calcolo dei delegati su cui può già vantare un discreto vantaggio. Il ‘numero magico’ e’ 2.383, tanti ne servono per aggiudicarsi la nomination alla convention di fine luglio.

L’obiettivo è ancora lontano ma Hillary ne conta già 502 contro i 70 di Sanders. E’ la somma tra i delegati assegnati sulla base del risultato nelle primarie fin qui e dei superdelegati (designati dal partito) che fino adesso sembrano preferire la ex segretario di Stato, sebbene questi possano anche cambiare idea all’ultimo minuto. Ma sarebbe ‘sorprendente’, al punto che osservatori già azzardano che la partita potrebbe chiudersi in due settimane al massimo, con il supertuesday il primo marzo che assegna 880 delegati.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

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