“They don’t pay? We won’t pay!”: Dario Fo protagonista a Washington Dc

Pubblicato il 02 marzo 2016 da redazione

Dario-Fo

WASHINGTON – Omaggio oltreoceano al Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo, in occasione del suo 90° compleanno. L’Ambassador Theater, grazie alla collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura a Washington DC, porta per la prima volta nella capitale federale la messa in scena di “Non si paga, non si paga!”. 
Lo spettacolo, il cui titolo in inglese è “They don’t pay? We won’t pay!”, sarà presentato da oggi al 26 marzo al Mead Theatre Lab di Flashpoint, tradotto da Jon Laskin e Michael Aquilante, prodotto da Hanna Bondarewska e diretto da Joe Martin.


Scritta nel 1974, “Non si paga, non si paga!” è un’opera strettamente legata al contesto storico e politico del tempo: fa infatti uso di titoli di giornali per parlare dell’attualità. Dario Fo invita lo spettatore ad assumere uno sguardo attento e critico sulle cose, anticipando nel suo testo molte delle difficoltà che la società italiana avrebbe di lì a poco incontrato.
La vicenda è ambientata nelle case popolari.

La protagonista Antonia assiste ad una rivolta in un supermercato, con donne che rifiutano di pagare la merce o impongono esse stesse un prezzo, per protestare contro l’aumento dei prezzi, causato dall’inflazione.

Antonia da tempo non paga affitto e bollette e decide d’approfittare della manifestazione per riempirsi le borse. In seguito, Antonia racconta la vicenda alla sua amica Margherita, che pur ammirandola ha anche paura della reazione dei mariti operai, che hanno una visione del bene e del male piuttosto stereotipata e influenzata dal pensiero comune. Il marito di Antonia è conservatore e cattolico, crede ciecamente alle informazioni della televisione e ha una tremenda paura della legge.


La commedia, scritta nel 1974, è una girandola di avvenimenti che si intrecciano. Ha un carattere politico-sociale, poiché analizza le crisi del suo tempo e le difficoltà del lavoro, denuncia i licenziamenti delle donne incinte e critica la Chiesa cattolica, contraria all’uso degli anticoncezionali.

Nato a San Giano, in provincia di Varese, nel 1926, autore, attore, regista e scenografo, Dario Fo è da oltre quarant’anni uno dei protagonisti più vitali e coraggiosi del nostro teatro. Nel 1997 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura.
Per celebrarne i 90 anni, lo stesso Istituto Italiano di Cultura sempre insieme all’Ambassador Theater ha organizzato la performance teatrale “Johan Padan a la descoverta de le Americhe”, andata in scena in Ambasciata il 26 febbraio scorso con Mario Pirovano, attore di successo di livello internazionale, narratore e traduttore, ad interpretare il monologo di Dario Fo.


“Johan Padan – si legge nel Prologo – è un personaggio che ritroviamo anche nella Commedia dell’Arte, chiamato in maniere diverse: Giovan, Giani, Zanni. Questo Johan è una specie di Ruzzante, più propriamente uno Zanni, maschera prototipo di Arlecchino che, nato a sua volta nelle valli di Brescia e Bergamo, si ritrova letteralmente proiettato nelle Indie, ingaggiato su una nave della quarta spedizione di Colombo”.

Fuggito infatti da Venezia perché complice di una “stroliga”, una strega, e approdato a Siviglia, vedendo che anche lí l’Inquisizione è bene attiva, Johan salta sulla prima nave che trova e arriva alle Indie. “È la storia della scoperta dell’America, vista non dal castello di prua, ma da sottocoperta, cioè da un disperato, un poveraccio, un pendaglio da forca”.

Un pendaglio da forca che non perde però mai l’arte di far ridere: e grazie a questa diventerà, con la complicità di una strega, stregone e guida spirituale… dei cannibali. Anziché esserne divorato, li guida ad appropriarsi del cavallo e della polvere da sparo. Così potranno “scoprire” l’America da soli, alla faccia dei conquistadores.
Una festa della lingua e del teatro, il Dario Fo più scatenato, comico e visionario.

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