Il Messico non manda giù la retorica di Trump

Pubblicato il 07 marzo 2016 da redazione

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CITTA’ DEL MESSICO. – Le pesanti dichiarazioni di Donald Trump sui rapporti fra gli Usa e il Messico hanno irritato oltremisura il governo di Enrique Peña Nieto, che ha comparato il frontrunner repubblicano per la Casa Bianca a Hitler e Mussolini, mentre i suoi rappresentanti diplomatici hanno espresso a Washington il loro disagio per la sua retorica oltranzista.

Il presidente messicano ha criticato quella che ha definito la “retorica stridente” di Trump, sottolineando che queste “espressioni di denigrazione” verso il suo paese “nascono dal disconoscimento totale di quello che è il Messico”. “E’ così che è arrivato Mussolini, è così che è arrivato Hitler: approfittando di un contesto storico, dei problemi che viveva l’umanità dopo una grave crisi economica”, ha detto Peña Nieto in un’intervista al quotidiano Excelsior, aggiungendo che “la storia ci insegna che questo ha portato a una guerra mondiale, ed è quello che vogliamo evitare”.

Le dichiarazioni di Peña Nieto arrivano nello stesso momento in cui fonti ufficiali americane riferiscono delle proteste presentate a Washington da varie ambasciate – fra cui quella messicana – per le espressioni di Trump, denunciate come xenofobe e razziste, soprattutto contro i messicani e i musulmani.

“Mi sembra un vero peccato che questo avvenga in un momento in cui il Messico cerca di creare ponti di avvicinamento e di dialogo con gli Usa, per risolvere i problemi in comune”, ha commentato Peña Nieto in un’altra intervista, pur indicando che chiunque risulti eletto presidente negli Usa potrà contare sulla collaborazione del suo esecutivo.

Il governo messicano non ha voluto confermare se i suoi diplomatici si sono lamentati della retorica di Trump con il governo americano, ma la sua ambasciata a Washington ha ricordato che la segretaria agli Affari Esteri, Claudia Ruiz Massieu, ha detto la scorsa settimana che i commenti di Trump sono “ignoranti e razzisti” e che il suo piano di costruire un muro sulla frontiera fra i due paesi per fermare l’immigrazione illegale è “assurdo”.

Pur sottolineando che non intende interferire nel processo elettorale americano, Peña Nieto ha comunque detto che spera che “nell’elettorato di quel paese ci sia ancora posto per la misura e la prudenza, e che alla fine dei conti sia eletto un governo con il quale poter mantenere il tipo di rapporto che abbiamo avuto finora con gli Usa”.

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