Mattarella in Etiopia e Camerun, focus su immigrazione

Arrivo alla Stazione Termini (con Freccia Rossa 1000) del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Roma, 25 Aprile 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Arrivo alla Stazione Termini (con Freccia Rossa 1000) del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Roma, 25 Aprile 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Arrivo alla Stazione Termini (con Freccia Rossa 1000) del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Roma, 25 Aprile 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA. – Immigrazione, terrorismo, aiuti umanitari ma anche i rapporti, commerciali e culturali, con l’Italia. E’ ricca di appuntamenti l’agenda di Sergio Mattarella che domenica 13 marzo inizierà un lungo viaggio istituzionale in Africa: prima tappa in Etiopia, quindi la sede dell’Unione Africana ad Addis Abeba il 15 marzo, e Cameroun dal 17 al 20.

Etiopia e Cameroun sono protagoniste del recente dinamismo politico e socio-economico dell’Africa e sono in cima alle statistiche sulla crescita umana a livello mondiale. L’Etiopia – alla quale l’Italia è legata anche dall’ormai lontano passato coloniale – ha 100 milioni di abitanti (secondo Paese più popoloso del continente dopo la Nigeria) ed un trend di sviluppo del Pil del 12% annuo: tra i dodici Paesi più in crescita a livello mondiale.

Questi dati, uniti ad una discreta organizzazione amministrativa dovuta alla tradizione millenaria dell’impero etiope, hanno reso il governo di Addis Abeba uno dei più attivi attori nella stabilizzazione geo-politica dell’area. L’Etiopia, che non a caso ospita l’Ua (il corrispettivo, ancora ai primi passi, della nostra Ue), accoglie 800mila profughi da Paesi confinanti: Somalia, Sud Sudan, Eritrea. Mattarella visiterà il capo rifugiati di Teirkidi al confine con il Sud Sudan. Il campo ospita 50mila persone e vede la presenza di operatori umanitari italiani.

“Salvare vite umane e tendere la mano a quanti fuggono da guerra o miseria è un dovere morale di qualunque società che intenda definirsi libera, democratica e rispettosa dei diritti umani”, ha ammonito Mattarella lo scorso 17 febbraio intervenendo al Consiglio dell’Ifad, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo. Ma ha aggiunto anche che “gli interventi umanitari, da soli, non sono tuttavia sufficienti”, invitando ad “agire sull’immediata e parallela azione di supporto a uno sviluppo sostenibile, equo e inclusivo per offrire la speranza di un futuro migliore a intere popolazioni”.

Ed in questo contesto è necessario “governare il fenomeno migratorio”. Proprio questa è una della motivazioni alla base del viaggio del capo di Stato nell’area sub-sahariana: creare condizioni favorevoli allo sviluppo dei Paesi emergenti e prosciugare sacche di arretratezza socio-culturale ed economica dove spesso attecchiscono fenomeni terroristici.

Ovviamente, la presenza di Mattarella in Etiopia ha peso nei rapporti economici dell’Italia. Sono centinaia gli imprenditori e cittadini italiani in Etiopia: 1.800 sono registrati come residenti, ai quali si aggiungono 600 lavoratori (molti per l’imponente diga sul Nilo) e 110 missionari. Il 15 incontrerà una rappresentanza presso la Scuola italiana di Addis Abeba.

Quella in Cameroun, invece, sarà la prima visita di un presidente della Repubblica italiano nello Stato africano ed una delle prime di un rappresentante istituzionale non francese. Mattarella arriverà a Yaoundè il 17 marzo. I legami sono recenti: in Italia risiede la seconda comunità studentesca camerunense più numerosa all’estero. Il Paese, 22 milioni di abitanti, ha uno dei tassi di alfabetizzazione più alti dell’intero continente (oltre il 70%) ed un’età media bassa (19 anni): dati che suggeriscono agli osservatori che nei prossimi anni Yaoundé avrà una crescita spinta.

Il Cameroun svolge un forte ruolo di stabilizzazione della zona. Nei Paesi confinanti (c’è anche la Nigeria) il terrorismo preoccupa per la presenza della setta estremista musulmana di Boko Haram. L’Italia collabora con l’Onu a sostegno di un progetto a favore dei rifugiati nell’estremo nord del Paese.

Mattarella, che sarà accompagnato dalla figlia Laura, incontrerà le più alte cariche dello Stato, mentre il 18 marzo visiterà l’Università di Yaoundé e lo stabilimento della Ferrero che svolge anche attività di solidarietà. Il 19 marzo la consegna di diplomi al Centro Orientamento Educativo e la consegna di premi agli studenti della locale Scuola Nazionale dei Lavori Pubblici in collaborazione con l’ateneo italiano di Padova.

(di Teodoro Fulgione/ANSA)