La Germania spazza via l’Italia e i suoi tabù, a Monaco è 4-1

Pubblicato il 29 marzo 2016 da redazione

German Mario Goetze (C) celebrates scoring the 2-0 during the international soccer match between Germany and Italy, at the Allianz Arena in Munich, Germany, 29 March 2016.  EPA/Tobias Hase

German Mario Goetze (C) celebrates scoring the 2-0 during the international soccer match between Germany and Italy, at the Allianz Arena in Munich, Germany, 29 March 2016. EPA/Tobias Hase

MONACO DI BAVIERA (GERMANIA). – Sarà pur vero che i tabù sono destinati a essere infranti, ma contro un’Italia fragile fragile la Germania lo ha fatto nel modo più eclatante: il 4-1 di Monaco spazza via a un tempo le certezze azzurre e la serie negativa che per i padroni di casa durava da 21 anni.

Dal giugno ’95, ultima sconfitta con Sacchi in panchina, i tedeschi non avevano mai vinto, anzi prima e dopo le avevano spesso prese e male. Stavolta le parti si sono invertite, perché Italia-Germania merita in un senso o nell’altro sempre gli annali.

In quelli personali di Conte, la debacle vale come la peggior sconfitta in due anni da ct, e un bel campanello d’allarme verso Euro 2016: il confronto di Udine contro la Spagna ha mostrato che l’Italia è una squadra, quello contro i campioni del mondo che ci sono squadre molto più squadre.

Nel disastro di Monaco, sono vittime e complici allo stesso tempo quei giovani cui il ct aveva chiesto conferme, da Bernardeschi a Zaza. A poco valgono la scusante delle assenze azzurre e la consolazione che il dente azzurro è stato cavato in amichevole: non c’è stata partita, la Germania ha segnato quando voleva, l’Italia non ha mai punto.

L’Allianz Arena è a festa, tedeschi in maglia azzurra che imprecano ai falli dei giocatori di Conte e italiani di Baviera che applaudono gli avversari: questo è il Classico mondiale, troppo rivali per non essere perfino amici.

Prima dell’omaggio a Cruijff, i tedeschi mostrano le quattro stelle mondiali ma è l’unica cosa pari della serata. Poi in campo sorprendono: fuori Khedira, neanche in panchina. Loew schiera un 3-4-3 speculare al modulo di Conte ma molto più efficace. Mueller fa il finto centravanti, Ozil e Kroos sono i due centrali di centrocampo e la cosa dice tutto sulla qualità cercata dai campioni del mondo.

A mettere in crisi da subito l’Italia è proprio la coppia tedesca. Unita al movimento continuo dei tre davanti, che non danno riferimenti: una volta erano i 10 azzurri a far impazzire le difese tedesche, disabituate all’imprevisto. Zaza non ha il peso di Pellè e fa soffrire anche i suoi compagni di tridente, deputati alla creatività.

Appena qualche minuto per il timore reverenziale e la Germania si prende la partita: a un ritmo neanche poi così frenetico eppure sufficiente a mandare sempre i centrocampisti azzurri fuori tempo. All’8′ la fiammata di Oezil, anticipato da Darmian su lancio di Rudy, è un segnale, cui l’Italia tenta di rispondere con analogo scambio tra Insigne e Bernardeschi: il primo è l’unico azzurro a trovare tempi e linee di passaggio giuste, il secondo sconta tutto il peso dell’esordio dal 1′.

Giaccherini deve rincorrere sulla sua fascia Rudy e Mueller ed è costretto al fallo da ammonizione, la Germania fa un giro palla infinito e aspetta solo il momento giusto. Che arriva al primo affondo vero, minuto 24: impressiona la facilità con la quale Mueller alza la testa per mettere al centro, la morbidezza di Bonucci che prova a deviare, il tempo concesso a Kroos per aggiustarsi il destro dell’1-0.

L’onda dell’entusiasmo lancia gli attaccanti tedeschi: son solo tre ma sbucano da mille corridoi, Mueller sfiora il raddoppio, Buffon alza in angolo. Un cross di Draxler attraversa pericoloso tutta l’area azzurra, ma è subito dopo che la Germania mostra il meglio di sè: cinque tocchi tutti di prima in verticale, da area ad area, lungo l’asse Kroos-Ozil-Mueller e Draxler al tiro impegna a terra il portiere azzurro.

La prima palla decente per Insigne arriva al 32′, il destro sulla sponda di petto di Zaza è alto e così riprende il dominio tedesco. Fino al raddoppio a fine primo tempo, di nuovo Mueller comodo di crossare, di nuovo la difesa morbida e Goetze che anticipa: 2-0.

Stavolta alla ripresa la Germania non si siede, come venerdì dopo aver fatto due reti all’Inghilterra. Montolivo avrebbe la palla giusta dopo 3′, ma spreca l’assist di Insigne; l’Italia prova a sfruttare la pausa che la Germania si prende, Bernardeschi in verticale costringe al fallo da ammonizione Hummels e sulla punizione i tiri di Zaza prima e Giaccherini poi sono tra il velleitario e lo sfortunato.

Conte non cambia modulo, e un attimo prima di cambiare solo un interprete (De Silvestri per uno spento Florenzi) arriva il 3-0: merito di Draxler, con l’aiuto dell’infortunio di Bonucci che lo lancia all’assist per la battuta vincente di Hector. Il difensore juventino esce in barella, per le preoccupazione di Allegri.

E a quel punto, oltre all’ingresso obbligato di Ranocchia, il ct azzurro ne manda in campo tre: Okaka per Insigne, Parolo per Thiago Motta ed El Shaarawy per Giaccherini. Tra un tiro alto di Zaza e una punizione morbida di El Shaarawy, arriva il poker di Oezil su rigore, dopo che Rudy l’ha fatta da padrone in area italiana per poi essere atterrato da Buffon. C’è tempo per il gol della bandiera di El Shaarawy e per i tentativi di Okaka. Ma questa volta la storia, ancorché in amichevole, parla solo tedesco.

(dell’inviato Francesco Grant/ANSA)

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