Gentiloni, l’Italia ha salvato 3.700 migranti in 5 giorni

Pubblicato il 31 marzo 2016 da redazione

Centinaia di migranti partiti dalle coste della Libia stanno cercando di raggiungere l'Italia a bordo di diversi gommoni. Dopo le sei operazioni portate a termine dalla Guardia Costiera nelle prime ore della mattina - con 750 migranti salvati e due cadaveri recuperati da nave Diciotti - sono attualmente in corso altre cinque operazioni di salvataggio nei confronti di almeno sei gommoni. Impegnate nave Aviere della Marina Militare, inserita nel dispositivo Mare Sicuro, e la nave norvegese Siem Pilot. ANSA/MARINA MILITARE

Centinaia di migranti partiti dalle coste della Libia stanno cercando di raggiungere l’Italia a bordo di diversi gommoni. Dopo le sei operazioni portate a termine dalla Guardia Costiera nelle prime ore della mattina – con 750 migranti salvati e due cadaveri recuperati da nave Diciotti – sono attualmente in corso altre cinque operazioni di salvataggio nei confronti di almeno sei gommoni. Impegnate nave Aviere della Marina Militare, inserita nel dispositivo Mare Sicuro, e la nave norvegese Siem Pilot.
ANSA/MARINA MILITARE

ROMA. – Quasi 3.000 migranti soccorsi dall’Italia nel canale di Sicilia soltanto ieri, 3.700 profughi negli ultimi cinque giorni. Se dal fronte orientale della più grave crisi umanitaria dei nostri tempi l’Austria ha annunciato il rafforzamento della sicurezza ai propri confini, su quello meridionale, che vede l’Italia in prima linea, l’inizio della primavera ha comportato una ripresa degli sbarchi a pieno regime. Serve un “aumento esponenziale della solidarietà globale”, è stato l’appello di Ban Ki-moon che ha aperto a Ginevra i lavori della conferenza di Alto livello delle Nazioni Unite sui rifugiati siriani.

“Siamo qui per affrontare la più grande crisi di rifugiati e sfollati del nostro tempo”, ha sottolineato il segretario generale dell’Onu che ha rivolto un appello ai rappresentanti di un centinaio di Paesi riuniti in Svizzera di “agire con solidarietà impegnandosi in percorsi nuovi e aggiuntivi per l’ammissione di rifugiati siriani”. Per l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) almeno il 10% dei 4,8 milioni di rifugiati siriani fuggiti nei Paesi vicini hanno bisogno di un reinsediamento o un’altra forma di ammissione in un paese terzo.

“Si tratta di 480 mila persone, un numero relativamente piccolo, se paragonato ai milioni di rifugiati siriani ospitati da Turchia, Libano e Giordania”, ha precisato Ban Ki-moon. L’appello dell’Onu è stato subito raccolto dall’Italia che ha annunciato “un rafforzamento per accogliere 1.500 persone supplementari entro la fine del 2017”. Da Ginevra, dove ha illustrato l’iniziativa italiana dei corridoi umanitari, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha, inoltre, promesso “procedure di facilitazione dei visti per i ricongiungimenti familiari”.

Numeri che però Oxfam giudica “irrisori” rispetto ai reali bisogni. La Conferenza di Ginevra – è il commento di Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia, “poteva essere un’opportunità per offrire un aiuto concreto alle migliaia di profughi che sono alla terribile ricerca di un posto sicuro. La montagna purtroppo però ancora una volta ha partorito il topolino”.

Al di là del caso specifico dei rifugiati siriani, “l’Italia è in prima linea nella crisi dei profughi ed ha salvato centinaia di migliaia di vite nel Mediterraneo, 3.700 solo negli ultimi cinque giorni”, ha sottolineato il titolare della Farnesina. I dati di queste ultime ore lo dimostrano. “I numeri registrati in questi giorni confermano una significativa ripresa della rotta migratoria nel Mediterraneo centrale”, è l’allarme lanciato da Emergency in Sicilia che, insieme con la Calabria, ha visto sbarcare sulle sue coste 2.800 migranti soltanto ieri.

E nella crisi dei profughi il dramma più grande è quello che riguarda i bambini. “Dall’inizio di marzo sono arrivate via mare in Italia circa 8.000 persone di cui almeno 1.100 minori, la quasi totalità dei quali non accompagnati”, ha ricordato Save the Children rinnovando l’appello al parlamento e al governo italiani “affinché dispongano la creazione di un sistema di accoglienza e protezione per i minori stranieri non accompagnati strutturato e integrato su tutto il territorio nazionale”.

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