Nasce la Guardia Nazionale, saranno i pretoriani di Putin

Pubblicato il 05 aprile 2016 da redazione

Russian President Vladimir Putin (front) attends a wreath-laying ceremony at the Heroes of Severomorsk memorial, in Severomorsk, Murmansk Region, Russia, 27 July 2014. EPA/MIKHAIL KLIMENTYEV / RIA NOVOSTI / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT

Russian President Vladimir Putin (front) attends a wreath-laying ceremony at the Heroes of Severomorsk memorial, in Severomorsk, Murmansk Region, Russia, 27 July 2014. EPA/MIKHAIL KLIMENTYEV / RIA NOVOSTI / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT

MOSCA. – La tentazione di chiamarlo ‘l’esercito di Putin’ è forte. Il presidente russo, infatti, ha istituito per decreto un “nuovo organo di potere esecutivo”, la Guardia Nazionale, in cui confluiranno, di fatto, sia le odierne ‘truppe interne’, ovvero le forze di sicurezza responsabili per calamità e grandi rischi, sia i corpi di elite della polizia. Una riorganizzazione all’insegna “dell’efficienza”.

Peccato che la Guardia Nazionale non risponderà più al ministro dell’Interno ma, di fatto, al “comandante in capo” della Russia. Cioè Putin. Ad annunciare la riforma, che ridisegna profondamente la struttura delle forze di sicurezza interne del Paese, è stato lo stesso Putin in un incontro con il ministro dell’Interno Vladimir Kolokoltsev, il capo del servizio federale anti-droga Viktor Ivanov e il comandante delle truppe interne Viktor Zolotov.

Proprio Zolotov, un fedelissimo di Putin sin dai tempi di San Pietroburgo, già a capo del servizio di sicurezza del presidente, guiderà la nuova struttura; inoltre sarà membro permanente del Consiglio di sicurezza e avrà a tutti gli effetti il rango (e lo stipendio) di un ministro.

La Guardia Nazionale avrà il compito di “combattere il terrorismo e il crimine organizzato” e proprio in virtù di queste sfide, si sottolinea, serviva una nuova ‘centralizzazione’ per evitare sovrapposizioni e inefficienze.

Detto questo, il timore di una svolta autoritaria ha presto iniziato a serpeggiare tra i ‘soliti noti’ dell’intellighenzia moscovita. “Il terrorismo non c’entra nulla”, spiega all’Ansa Pavel Felgenghauet, esperto militare e analista per Novaya Gazeta. “Lo scopo è d’istituire un esercito per combattere il popolo russo quando fra un anno o due ci saranno problemi in piazza, visto le condizioni economiche sempre peggiori del Paese. Nel 2011 si è visto che il sistema attuale non funzionava, perché le truppe interne sono composte da ragazzi giovani, poco ‘vigorosi’, e i corpi di elite, richiamati da ogni parte della Russia, avevano addestramenti diversi: ora invece il Cremlino avrà a disposizione dei pretoriani”.

Il portavoce Dmitri Peskov, chiarendo che la Guardia Nazionale farà davvero capo a Putin, ha sottolineato da parte sua come la riforma non c’entri nulla con “il prossimo ciclo elettorale”. Però ha anche aggiunto che il nuovo corpo sarà “con ogni probabilità” coinvolto nella “repressione di manifestazioni non autorizzate”.

Un particolare non secondario, visto che nelle ‘regole d’ingaggio’ della Guardia Nazionale pubblicate sul sito del Cremlino si specifica che le truppe saranno responsabili per “lo sviluppo e l’attuazione delle politiche statali”. Un passaggio che ha spinto l’ex spin-doctor di Putin, Gleb Pavlovsky, a un tweet sibillino: “Chi mi sa spiegare – ha domandato – il significato costituzionale di questa frase?”. A rispondere ci ha pensato Alexei Venediktov, direttore di Radio Eco di Mosca. “Putin – ha detto in un dibattito – si sta preparando alle elezioni del 2018”.

(di Mattia Bernardo Bagnoli/ANSA)

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