Droga: rapporto Ue, mercato da almeno 24 miliardi l’anno

Pubblicato il 05 aprile 2016 da redazione

Avramopoulos

BRUXELLES. – Il mercato della droga in Europa vale “almeno 24 miliardi di euro l’anno”. E non solo è una delle attività più redditizie del crimine organizzato ma finisce per “finanziare il traffico di esseri umani ed il terrorismo e minare gli sforzi per lo sviluppo internazionale”.

E’ la valutazione del Commissario per gli affari interni, Dimitris Avramopoulos, nella presentazione del Rapporto 2016 sul mercato degli stupefacenti nella Ue, pubblicato dal Centro per il monitoraggio europeo sulle droghe (Emcdda) e dall’Europol.

Un rapporto che alza l’allarme per gli evidenti legami col terrorismo jihadista emersi anche negli attentati di Bruxelles e Parigi. Il “tipico profilo del terrorista è collegato con precedenti di traffico” ricorda il direttore di Europol, Rob Wainwright. Ed il Rapporto specifica che il traffico di stupefacenti è “una via d’ingresso per la radicalizzazione” perché “la prigione può favorirla”.

Il volume d’affari indicato nel Rapporto, peraltro, è una stima “prudenziale” in un range “tra 21 e 31 miliardi di euro l’anno”. E Wainwright da una parte sottolinea che “la produzione ed il traffico di droga continuano ad essere il più grande ed innovativo mercato criminale in Europa” dall’altra osserva che proprio per gli intrecci sempre più stretti con altre forme di criminalità (“due terzi dei gruppi criminali operano in settori molteplici”) la droga è “la minaccia fondamentale per la sicurezza interna nella Ue”.

Con riflessi gravi, denuncia il rapporto, sull’economia legale ma anche sulle istituzioni governative per la diffusione della corruzione tra le forze di polizia. Come per la guerra al terrorismo, quindi, “la cooperazione transfrontaliera delle forze di sicurezza è essenziale per ridurre l’ampiezza e l’impatto” del fenomeno.

E di nuovo è forte l’analogia con l’impatto di internet, che – denuncia il rapporto – è il principale mezzo di distribuzione soprattutto grazie al ‘deep web’ e alla ‘dark net’, ma anche alla diffusione delle monete virtuali. Per quanto riguarda la ‘fotografia’ del mercato, nel Rapporto emerge che la quota di gran lunga maggiore dei proventi (circa il 38%) viene dalla cannabis e suoi derivati con una spesa valutata a 9,3 mld di euro l’anno.

Per la marijuana in foglie, la produzione è soprattutto in Albania (da dove viene distribuita passando per Italia e rotta balcanica) e Olanda (centro per la distribuzione in praticamente tutta l’Europa occidentale), ma anche la Repubblica Ceca (che ‘serve’ l’est). L’ hashish viene invece principalmente da Marocco e Afghanistan, con la Spagna e l’Albania come principali ‘hub’ di distribuzione.

Al secondo posto, l’eroina. Con il 28% circa del mercato ed un giro d’affari di 5,8 miliardi di euro. Nonostante la produzione di oppio si sia “dimezzata nel 2015” scendendo a 3.300 tonnellate, le dinamiche del mercato dell’eroina “sembrano diventae più complesse” ed hanno trovato “una nuova rotta” nel Caucaso del sud, aggiungendosi a quella tradizionale che passa per Turchia, Albania e balcani occidentali.

Il 24% del mercato (pari a 5,7 mld) è quello della cocaina. Al quarto posto anfetamine e metanfetamine (con circa l’8%, ovvero 1,8 mld), al quinto la Mdma o ecstasy con (con circa il 2%, 0,67 mld). E se anche ha un perso economico minore, è continua la lotta contro le ‘nuove sostanze psicoattive’, scoperte al ritmo di “due a settimana” dallo Emcdda.

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