Avanti con staffetta generazionale. Creati 48 mila posti

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ROMA. – Oltre 48.000 nuovi posti di lavoro creati dalle cooperative tra il 2007 e il 2015, pari a +10,1% rispetto al 2007, mentre nello stesso periodo la disoccupazione nel Paese volava a livelli record. Confcooperative rivendica con orgoglio il ruolo svolto per provare a sostenere l’occupazione durante la più grande crisi che l’Italia abbia mai attraversato nel dopoguerra ed ora sollecita il governo ad andare avanti con la staffetta generazionale e il taglio del cuneo fiscale per rilanciare il lavoro nel Paese.

“Contrastare il 36,7% di disoccupazione giovanile è una crociata che nessuno può disertare. Da imprenditore, utilizzerei la flessibilità in uscita per promuovere la staffetta generazionale, al punto da pagare cash e anticipato per 10 anni la differenza tra la pensione piena e quella penalizzata per chi è a un anno dalla pensione”, afferma il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, aprendo la 39esima assemblea nazionale dell’associazione, spiegando che si tratterebbe di una “soluzione che accontenterebbe il lavoratore in uscita, lo Stato in un’ottica di medio lungo periodo e i giovani che darebbero maggiore competitività alle imprese, darebbero una spinta ai consumi, verserebbero le tasse e i contributi previdenziali”.

E questa linea trova il pieno sostegno della Cisl e della Uil. “Il tema della flessibilità in uscita insieme alla staffetta generazionale sono punti fondamentali per riformare il sistema previdenziale, rispettando i lavoratori e le lavoratrici anziane ma guardando soprattutto ai tanti giovani disoccupati”, dichiara la leader della Cisl, Annamaria Furlan, in una nota.

Il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, aggiunge che sulla flessibilità “è molto interessante la disponibilità manifestata a integrare l’eventuale differenza economica per consentire al pensionando di uscire in anticipo senza ulteriori penalizzazioni”.

La staffetta generazionale per Gardini deve andare di pari passo con la riduzione del costo del lavoro. “Insistere sulla strada della riduzione, più leggero per le imprese e più soldi in tasca ai lavoratori: la strada intrapresa dal Governo è quella giusta” ma “occorre proseguire”, esorta il presidente di Confcooperative, sottolineando che “lo scarto è ancora alto” e spiegando che “per chi percepisce un reddito lordo annuale di 16.200 euro, il costo aziendale è di 25.400 euro. Differenziale che sale notevolmente con la crescita della retribuzione: con un lordo annuale di 33.900 euro, il costo aziendale annuale è di 52.900”.

Il Governo risponde col Ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, che la priorità è il lavoro. “Arrivano i primi segnali incoraggianti per quanto riguarda il Pil, la fiducia, la produzione ma sappiamo che la priorità resta l’occupazione”, afferma il ministro nel suo intervento all’assemblea, ricordando i 398mila nuovi occupati dell’ultimo anno.

“E’ importante che lo stato metta a disposizione strumenti per chi ha idee e per chi ha voglia di investire nel nostro Paese”, aggiunge Boschi, ma sottolineando che “sappiamo benissimo che il lavoro da fare è ancora molto. Non sarebbe serio dire che va tutto bene, che abbiamo risolto tutto, sappiamo che non è così ma ci siamo incamminati sulla strada giusta, abbiamo alzato la testa e dopo tanto impegno e fatica i segnali positivi cominciano ad arrivare”, conclude.

(di Alfonso Abagnale e Maria Chiara Furlò/ANSA)

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