Usa2016: Resa conti tra repubblicani, i big non appoggiano Trump

Pubblicato il 05 maggio 2016 da redazione

FILE -- In this Nov. 22, 1990 file photo, President George Bush poses with soldiers during a stop at an air base in Dhahran, Saudi Arabia. (ANSA/AP Photo/J. Scott Applewhite, File)

FILE — In this Nov. 22, 1990 file photo, President George Bush poses with soldiers during a stop at an air base in Dhahran, Saudi Arabia. (ANSA/AP Photo/J. Scott Applewhite, File)

WASHINGTON. – E’ durato poche ore il tentativo di tregua nella guerra tra l’establishment del partito repubblicano e il ciclone Trump che ha rubato la scena e i consensi: dopo gli appelli all’unità per contenere il trauma del tycoon ormai ‘di fatto’ candidato del Grand Old party alla Casa Bianca, i vertici repubblicani ancora non si danno per vinti e rilanciano, ingaggiando un’ultima disperata battaglia, a partire da un boicottaggio di massa della convention di luglio dove il tycoon che corre solo verso la meta verrà con tutta probabilità ufficialmente incoronato.

Non ci sarà Mitt Romney, portabandiera moderato e già interpellato a più riprese in qualità di ‘saggio’ del partito, che dice così ancora ‘No’ a Donald Trump con un gesto dirompente e una mossa altamente inusuale. L’ex candidato Jeb Bush conferma la sua assenza e anche John McCain sembra determinato a saltare l’appuntamento.

E’ la ‘rivolta dei padri’, tra chi si trincera dietro un eloquente ‘no comment’ facendo un passo indietro come i due ex presidenti Bush che si sfilano da qualsiasi endorsement, e chi rafforza il monito contro il pericolo Trump, come il senatore dell’Arizona e due volte candidato alla presidenza John McCain che vede come conseguenza del tycoon candidato la fine della sua carriera da senatore nello Stato con il 30% dell’elettorato di origini ispaniche.

“La comunità ispanica è stata messa a dura prova – ha detto – e non l’ho mai vista così arrabbiata in 30 anni di carriera politica”. Come a ribadire che la campagna del magnate di New York che tanto parla alla pancia del Paese rischia allo stesso tempo di infliggere all’America e alla sua complessa natura profonde e pericolose ferite.

Di sicuro il partito ne esce malconcio. E non da oggi. Sono mesi che si manovra per fermare il fenomeno Trump, ma con l’unico risultato di guardarsi in uno specchio senza riconoscersi più: sottovalutata la forza dell’urlo antipolitica lanciato dal miliardario, sopravvalutata quella di un establishment rivelatosi incapace di esprimere un’alternativa.

Trump li ha stracciati tutti: dalla ‘giovane promessa’ Marco Rubio, al governatore solido ed affidabile John Kasich, fino all’ultima risorsa in extremis Ted Cruz. Ha fatto tabula rasa, ma adesso cerca di recuperarli uno ad uno, si autoproclama “unificatore” e pur senza cedere troppo – “io non cambio” dice – ripete di volere un vice ‘politico di professione’ e quantifica al 40% la possibilità di sceglierlo tra gli ex rivali per la nomination repubblicana.

Un corteggiamento serrato segnale che oltre l’ostentata sicurezza si cela la consapevolezza che alla fine del partito e dei politici ha bisogno. Anche per finanziare lo sprint finale, visto che emerge qualche cedimento sulla capacità totale di autofinanziamento.

Così nel mettere a punto la squadra per affrontare le elezioni presidenziali la prima nomina di peso è Steven Mnuchin, noto manager nel settore degli investimenti privati, scelto come responsabile finanziario della campagna. Il resto è tutto contro il ‘bersaglio grosso’, Hillary Clinton.

Del resto anche la ex first lady ha già dettato il nuovo tono della sua campagna che vede già come una sfida a due. In queste ore ha lanciato un feroce spot anti-Trump mentre rafforza il monito: “Il rischio è di un presidente fuori controllo”.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

Ultima ora

06:47Kashmir: giornalista francese arrestato da polizia India

NEW DELHI - Un giornalista televisivo francese, Paul Edward Comiti, e' stato arrestato dalla polizia indiana a Srinagar, capitale dello Stato di Jammu & Kashmir, per violazione del regolamento sui visti dato che, disponendo di uno di tipo business stava pero' realizzando un documentario sugli abitanti feriti nelle manifestazioni con fucili a pallini delle forze di sicurezza. Lo riferisce il portale Kashmir Watch.

06:42Corea Nord: manovre anti-missile di Seul, Tokyo e Usa

PECHINO - Corea del Sud, Usa e Giappone hanno dato il via alla due giorni di manovre congiunte finalizzate alla rilevazione di missili nemici, nel mezzo delle tensioni legate alla minaccia balistica e nucleare di Pyongyang. Il teatro delle operazioni, ha reso noto il Comando di Stato maggiore di Seul, sono le acque tra la penisola coreana e il Giappone.

06:33Molestie: Haley, ascoltare donne che accusano Trump

NEW YORK - Le donne che hanno accusato Donald Trump di molestie sessuali dovrebbero essere ascoltate: la sorprendente affermazione arriva da uno dei pilastri della stessa amministrazione Trump, Nikki Haley, ambasciatrice americana all'Onu. Haley rompe cosi' con la posizione della Casa Bianca, secondo cui le accuse al tycoon sono false e vanno archiviate.

01:31Calcio: Maradona a Calcutta per match di beneficienza

(ANSA) - NEW DELHI, 11 DIC - Più volte rinviato, è finalmente cominciato oggi un viaggio di Diego Maradona nella metropoli indiana di Kolkata (Calcutta), dove si tratterrà per tre giorni, impegnato in una serie di attività di beneficienza. I continui spostamenti di data della sua visita hanno fatto sì che oggi a riceverlo nella capitale dello Stato di West Bengala vi fossero quasi solo giornalisti e responsabili locali, ma non molti tifosi. Nella sua precedente visita che risale a nove anni fa, l'aeroporto cittadino fu preso d'assalto da migliaia di tifosi che lo acclamarono in strada fino ad oltre la mezzanotte. Gioviale e rilassato, Diego ha salutato con la mano i presenti prima di entrare insieme con la fidanzata Rocio Oliva nell'auto che lo ha portato in un hotel del centro che aveva approntato per lui una suite 'Diego Maradona'. Gli organizzatori si sono impegnati particolarmente nel decoro della suite, le cui pareti mostrano passaggi centrali della vita del calciatore.

00:54Calcio: Donadoni’C’è tanta rabbia, ci manca sempre qualcosa’

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - "Abbiamo preso il secondo gol nel momento in cui il Milan era forse nel peggior momento: siamo stati ingenui ed è un peccato, perché in più di un'occasione siamo andati vicini al gol''. A Premium Sport l'allenatore del Bologna Roberto Donadoni non nasconde l'amarezza le occasioni sprecate: ''C'è tanta rabbia, prestazioni come questa non possono equivalere a zero punti, ma ci manca sempre qualcosa. Non c'è nessun complesso nei confronti delle big: forse a volte siamo eccessivamente preoccupati di quello che possono creare, ma se andiamo a vedere le partite che abbiamo giocato con le grandi non mi sembra ci siano state situazioni di superiorità da parte loro. Dobbiamo lavorare sul profilo mentale e anche su quello tecnico: un controllo fatto bene o fatto male si traduce in un'occasione colta o sprecata e quindi in una partita vinta o persa. Dobbiamo essere più centrati su noi stessi''.

00:48Calcio: Gattuso “strada ancora lunga, difesa da migliorare”

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - "Dobbiamo ancora migliorare, specie in difesa, perché il Bologna ci ha messo in difficoltà. Ma devo ringraziare i ragazzi per la vittoria, per la mentalità e per lo spirito di sacrificio: mi tengo la prestazione e il risultato, ma dobbiamo ben tener presente che la strada è ancora lunga". Così l'allenatore del Milan, Gennaro Gattuso, dopo la vittoria a San Siro sul Bologna. Il tecnico ha elogiato il match winner Bonaventura: "Ha grandissima qualità. Sa fare gol, si sa inserire. Credo sia uno dei centrocampisti migliori d'Italia, deve migliorare un pochino sul fisico". Una battuta sul suo comportamento a bordo campo: "Le partite le sento tantissimo, pure quando gioco a calcio balilla con mio figlio, ma certo su questa di panchina è ancora più emozionante. Il Milan è la mia seconda pelle".

00:32Calcio: Spagna, Suarez-Messi, Barcellona sbanca a Villarreal

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - Il Barcellona torna alla vittoria in Liga dopo due pareggi superando 2-0 in trasferta il Villarreal, alla terza sconfitta di fila. Restano cinque i punti di vantaggio della capolista sul Valencia, vittorioso ieri sul Celta Vigo, e sei sull'Atletico Madrid, che in un altro incontro domenicale della 15/a giornata è andato a vincere 1-0 a Siviglia sul campo del Betis. A Villarreal, i blaugrana hanno sbloccato il risultato solo nella ripresa, con le reti di Luis Suarez al 27' e Messi al 38', con l'argentino che porta così a 14 centri il bottino personale in campionato. Il Barcellona ha ancora un vantaggio di 8 punti sul Real Madrid, che prima del Clasico del 23 dicembre, forse l'ultima occasione per rientrare in corsa per il titolo, andrà in trasferta in settimana negli Emirati per la semifinale, e probabilmente la finale, del Mondiale per club.

Archivio Ultima ora