Venezuela, il Cne estende al 2 giugno il controllo delle firme per Referendum

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CARACAS – Il controllo delle firme consegnate dall’Opposizione al Consiglio Nazionale Elettorale per avviare il “Referendum Revocatorio” si estenderà fino al 2 giugno. Lo ha reso noto Socorro Hernández, membro dell’organismo elettorale.

La funzionaria ha spiegato che, essendo il “referendum revocatorio” una materia estremamente delicata, poiché è in palio la carica di presidente della Repubblica, il Consiglio Nazionale Elettorale deve necessariamente prendere tutte le precauzioni possibili e procedere a un’analisi attenta di tutti i moduli consegnati dal Tavolo dell’Unità.

Dal canto suo, il Tavolo dell’Unità reclama una maggiore celerità all’organismo elettorale e ha programmato per domani una manifestazione per esercitare pressione sui membri del Cne affinchè accelerino il controllo delle firme raccolte per convocare il referendum. Ne erano necessarie 195 mila, ne sono state consegnate più di un milione.

Le speranze del Tavolo della Mud sono riposte, ora, sul “ministro degli Esteri” vaticano, monsignor Paul Gallagher. Il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha dichiarato che il viaggio di Gallagher “potrebbe essere l’occasione per qualche colloquio”, con in mente la preoccupazione di Papa Francesco per la situazione in Venezuela e i suoi appelli al dialogo fra chavisti e opposizione.

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