Manovra, a caccia di risorse per calare le tasse

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ROMA. – Per essere pienamente rispettosa delle regole Ue l’Italia dovrebbe fare l’anno prossimo una manovra di 0,6 punti sul deficit strutturale (con un impatto di circa 8 miliardi). L’Italia invece ribadisce la manovra già scritta nero su bianco nel Def (Documento di economia e finanza) che vale 0,1 (circa 1 miliardo e mezzo) fermandosi con un deficit all’1,8%.

Ma in questo l’Europa ci viene incontro: il nuovo target di aggiustamento richiesto con le raccomandazioni dalla Commissione per il 2017 è 0,15%-0,2% (quindi fino a 3 miliardi). Tale sforzo assicurerà alla prossima legge di stabilità italiana di essere sostanzialmente in linea con le regole del Patto.

Insomma il Belpaese potrà non essere perfetto con un maxiaggiustamento da 8 miliardi ma sarà in linea affinchè la manovra 2017-2019 venga promossa da Bruxelles. E questo perchè la deviazione dagli obiettivi sarebbe non significativa e dunque nel rispetto delle regole Ue. Un rispetto parziale che non porterebbe il paese alla perfezione ma che consentirebbe anche di non deprimere la fragile ripresa economica (che ormai sembra ben legata a poco sopra l’1%) con manovre monstre lasciando anche qualche piccolo spazio per misure espansive.

Lo sforzo italiano, che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan ha più volte rivendicato (“rispettiamo le regole e questo ci viene riconosciuto. L’Italia merita la flessibilità”), tiene conto anche e soprattutto dell’operazione, non certo leggera, di sminamento delle clausole di salvaguardia che per l’anno prossimo valgono la bellezza di 15 miliardi ovvero lo 0,9%.

Il Governo si impegna appunto sull’1,8% di deficit strutturale. Ma questo sarebbe a fronte di un deficit tendenziale dell’1,4%. Resterebbe così da coprire uno 0,5 in più con misure alternative sul lato del taglio alla spesa. Misure che andrebbero dalla razionalizzazione degli sconti fiscali (che sarebbe annuale, ricorda Padoan), fino a nuove misure di taglio alla spesa pubblica (la spending review).

Ma altre risorse sarebbero necessarie e da tempo si guarda ad una nuova stagione di rientro capitali (l’ultima) con la ‘voluntary disclosure 2’ che darebbe fino a 3 miliari mentre sono definitivamente tramontate voci e allarmi su possibili interventi sulle pensioni come ad esempio una sforbiciata alle reversibilità.

Messi sostanzialmente a posto i conti pubblici il Governo punta quindi a misure per rendere più solida la crescita e magari rilanciare i consumi interni: il premier Matteo Renzi ha più volte parlato di interventi sull’Irpef. Anche se Padoan frena: “è prematuro parlarne”.

E i sindacati chiedono a gran voce un intervento sulla flessibilità in uscita per le pensioni e per gli assegni al minimo. La caccia a fondi freschi, come ogni anno in vista della manovra, è aperta.

(di Francesco Carbone/ANSA)