Euro2016: Bonucci e l’Italjuve, sconfiggiamo gli scetticismi

Pubblicato il 25 maggio 2016 da redazione

BRUSSELS, BELGIUM - NOVEMBER 13:  Leonardo Bonucci of Italy reacts prior to the international friendly match between Belgium and Italy at King Baudouin Stadium on November 13, 2015 in Brussels, Belgium.  (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

BRUSSELS, BELGIUM – NOVEMBER 13: Leonardo Bonucci of Italy reacts prior to the international friendly match between Belgium and Italy at King Baudouin Stadium on November 13, 2015 in Brussels, Belgium. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

FIRENZE. – “Vincere aiuta a vincere”. E’ il mantra di Leonardo Bonucci, uno degli uomini-simbolo della Juve dei cinque scudetti di fila. “Per questo – dice – va presa a modello, vale per il calcio italiano come per la stessa Nazionale”.

Dunque, se l’Italia vuole cercare di essere protagonista agli Europei non ha che una strada da percorrere: andare sulla scia dello squadrone bianconero. Lo sa Conte che infatti, conoscendo bene quell’ambiente, s’affida ancora al blocco della Vecchia signora.

E lo ribadisce Bonucci, assicurando che lui e i compagni di club sono pronti a mettersi a totale disposizione del ct e della Nazionale, sperando di trasmettere il Dna vincente che da sempre contraddistingue la Juve (“il ct trasmette carica, noi portiamo qui la nostra forza e la nostra mentalità”) e colmare così il gap con le Nazionali più competitive: “Vogliamo sognare e fare bene come nella Juve, trasformare lo scetticismo in gioia, per riuscirci dovremo avere spirito di sacrificio ed essere umili, coraggiosi, sognatori”.

Non manca un riferimento al grande assente Balotelli. “E’ un peccato per questa Nazionale non poter contare sul miglior Mario – dice Bonucci -. Tutto è stato sempre nelle sue mani, doveva essere intelligente, per cercar di cambiare e ancora non lo ha fatto, in una Nazionale così sarebbe stato importante, se l’avesse capito e avesse compreso che qui non servono primedonne, ma carri armati che si sacrificano per il compagno, oggi sarebbe uno dei migliori attaccanti al mondo”.

Il difensore è consapevole di come l’Italia non goda di pronostici favorevoli: “Premesso che, nei momenti di difficoltà, noi italiani sappiamo sempre tirare fuori il meglio: se siamo così in basso nel ranking Fifa vuol dire qualcosa che non va. Cosa? Dal Mondiale vinto nel 2006 hanno pesato i risultati negativi nelle amichevoli, inoltre tolte Juve e Udinese non siamo riusciti a fare e riempire nuovi stadi come succede all’estero. E soprattutto a coltivare talenti capaci di avvicendare i campioni del passato”.

“Quindi – sottolinea – bisogna lavorare di più e meglio sui vivai come le altre Nazionali che sono ripartite da zero e oggi sono un giusto mix di giocatori d’esperienza e giovani di belle speranze”.

Un mix che è tra le armi della squadra bianconera: “Lì c’è un progetto ben preciso ed è questo che serve alla Nazionale. In tal senso, la Juve con il suo percorso va preso a esempio: all’inizio i nostri giovanni hanno pagato l’arrivo in un grande club – ricorda Bonucci, omaggiando all’inizio Scirea che oggi avrebbe compiuto 63 anni, e riservando poi belle parole per Rugani e Ogbonna, in lizza per entrare nel gruppo dei 23 -.

Di qui le difficoltà incontrate a inizio stagione. Poi, però, abbiamo avuto tutti il coraggio di rimetterci in discussione e ripartire, fino a vincere il quinto scudetto di fila e la Coppa Italia. Questo deve essere il modello per tutto il movimento se vogliamo riportarlo al top del calcio mondiale”.

Nell’attesa spera, comunque, di riuscire a mettere in bacheca un trofeo internazionale: “Il sogno è di fare un grande Europeo, senza rimpianti, lo vuole Conte e lo vogliamo noi”.

I test con Scozia e Finlandia serviranno a prepararsi per il gran debutto contro il Belgio: “E’ l’avversario più forte di un girone tosto, seguito dalla Svezia di Ibrahimovic. Se poi penso a una grande sfida, penso alla Germania. Anche perché affrontarla significherebbe che stiamo facendo qualcosa di davvero importante”.

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