Marò: Girone torna a casa. Renzi, con noi il 2 giugno

I maro' italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre ANSA/MAURIZIO SALVI
I maro' italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre  ANSA/MAURIZIO SALVI
I maro’ italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre
ANSA/MAURIZIO SALVI

ROMA. – Salvatore Girone torna a casa. Dopo quattro anni di attese e rinvii, la Corte suprema indiana ha accettato di rendere immediatamente esecutivo l’ordine del Tribunale arbitrale internazionale dell’Aja di far rientrare in Italia il fuciliere di Marina per tutta la durata del procedimento arbitrale.

La prima vera buona notizia per il militare italiano da quando il 15 febbraio del 2012 fu arrestato in Kerala, insieme con Massimiliano Latorre, con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati mentre erano in servizio a bordo della nave mercantile italiana Enrica Lexie.

Il primo a dare il “bentornato” a Girone è stato il premier Matteo Renzi con un tweet dal Giappone dove si trova per il G7. “Confermiamo la nostra amicizia per l’India, il suo popolo, il suo governo. E diamo il benvenuto al marò Girone che sarà con noi il 2 giugno”.

Una “stima” e una volontà di “collaborazione” con l’India che il presidente del Consiglio ha voluto ribadire anche qualche ora dopo durante la conferenza stampa dopo il vertice.

Così il presidente del Consiglio ha voluto rassicurare Delhi sul fatto che Roma ha tutte le intenzioni di rispettare le sette condizioni poste dalla Corte suprema per il rientro del militare, tra le quali il divieto di lasciare l’Italia e l’impegno a riportarlo in India entro un mese se e quando il Tribunale arbitrale dovesse riconoscere la giurisdizione indiana sulla vicenda. Decisione che comunque non arriverà prima dell’estate 2018. Per il momento, l’Italia incassa il risultato positivo.

Chi nella squadra di Renzi ha seguito più da vicino il dossier ha rivendicato il buon lavoro dell’esecutivo dopo troppi buchi nell’acqua e passi falsi. “Il governo questa volta ha fatto le cose per bene”, è stato il commento del ministro degli Interni Angelino Alfano che, a scanso di equivoci, ha scandito: “Meglio di come erano state fatte prima”.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha elogiato “il lavoro di squadra” di governo e Camere sottolineando che il punto di svolta nell’intricata vicenda è stato “scegliere la strada dell’arbitrato”, mentre la collega della Difesa Roberta Pinotti, tra le prime a parlare al telefono con Girone, si è detta “felice e soddisfatta”.

Ma un caso che per quattro anni ha infiammato le stanze della politica non poteva non suscitare, anche oggi, qualche polemica. Gli ‘irriducibili’ Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, pur esprimendo gioia per il ritorno in Italia del fuciliere di Marina, hanno attaccato il governo per il ritardo con cui il risultato è stato ottenuto.

Polemiche che Renzi dal Giappone ha rispedito al mittente definendole “inutili”. “I fatti sono fatti”, ha detto il premier, sottolineando che solo un paese “tornato solido, credibile e forte ha potuto ottenere un risultato che per quattro anni ha soltanto inseguito”.

Il rientro del marò in Italia è previsto entro la fine della settimana, come ha annunciato Gentiloni. Girone sarà accompagnato dal generale Carmine Masiello, consigliere militare di Palazzo Chigi, e dall’ambasciatore italiano in India, Lorenzo Angeloni.

Parenti e amici del fuciliere lo aspettano con ansia in Puglia, dove ad accoglierlo ci sarà il commilitone Latorre. Ieri la Corte suprema ha anche fissato l’udienza per il riesame del suo permesso per motivi di salute. Il 20 settembre, a soli dieci giorni dalla scadenza.

(di Benedetta Guerrera/ANSA)

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