Pressing Padoan contro evasione. Via segreto societario

Pubblicato il 28 giugno 2016 da redazione

padoan

ROMA. – La lotta all’evasione passa per l’eliminazione di tutte quelle zone d’ombra protette da meccanismi congegnati per far perdere le tracce, rifuggendo nell’anonimato. Ecco che dopo la spallata data al segreto bancario “il prossimo passo è rappresentato dal superamento del segreto societario”.

A indicare la strada da seguire, o meglio il nuovo muro da abbattere, è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che sottolinea come la trasparenza sugli scambi a livello internazionale non basti: “per esempio, quando i conti finanziari – spiega – sono intestati a trust, società schermo o ad altre entità non trasparenti è necessario conoscere i beneficiari effettivi”.

Parlando a una platea di giovani ufficiali della Guardia di Finanza, appena usciti dalla Scuola di polizia tributaria, e l’occasione era proprio la chiusura dell’anno di studi, Padoan dà altre istruzioni per operazioni di successo: “migliorare gli incentivi all’adempimento fiscale spontaneo” e “concentrare gli interventi verso i soggetti che presentano un profilo di rischio fiscale ed economico-finanziario più elevato”.

Indicazioni che la Gdf è pronta a far sue, visto che il comandante generale del Corpo, Giorgio Toschi, parla di “un radicale rinnovamento” delle linee strategiche di azione, puntando gli sforzi sui fenomeni di criminalità “più gravi e dannosi”, attraverso interventi “mirati”, senza per questo abbassare la guardia, anzi impegnandosi in una “lotta senza quartiere”, dice Toschi.

E il titolare di via Venti Settembre rilancia, spiegando come debba essere valicato anche ogni confine, un’urgenza provata dalla cronaca recente. Per Padoan, infatti, la fuga d’informazioni provenienti “da uno studio legale panamense”, vicenda nota sotto l’etichetta Panama Papers, “ha riacceso i riflettori internazionali sulla necessaria implementazione delle attuali regole, degli standard sovra-nazionali di trasparenza”.

Insomma, riassume il ministro, serve “un vero e proprio salto di qualità”. Di certo dei risultati sono stati già ottenuti, il “più importante”, lo definisce il ministro, “è il superamento del segreto bancario”, che già dal primo gennaio 2017 interesserà 55 Stati (altri 46 l’anno dopo).

Per Padoan l’Italia ha assunto un “ruolo chiave” in tutti i tavoli e a proposito ricorda l’iniziativa contro le società ombra promossa da cinque membri dell’Ue, tra cui Roma. L’obiettivo è mettere a punto un nuovo ‘radar’ per tracciare le strutture offshore nelle mani di criminali ed evasori.

Tornando all’interno dei nostri confini, Padoan evidenzia come il Governo sia impegnato a dare certezza del diritto, ad intervenire con controlli che non penalizzino i contribuenti; puntando per la ripresa su legalità e trasparenza ma anche su una “progressiva riduzione della pressione fiscale”. Il ministro quantifica in “20 miliardi” l’alleggerimento già ottenuto, aggiungendo come gli incentivi fiscali sugli investimenti, in primis il superammortamento, stiano dando “risultati significativi”.

(di Marianna Berti/ANSA)

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