Mattarella, battaglia di civiltà contro il terrore sanguinario

Mexican President Enrique Pena Nieto, center left, escorts Italian President Sergio Mattarella past an honor guard during an official welcoming ceremony at the National Palace in Mexico City, Monday, July 4, 2016. (ANSA/AP Photo/Rebecca Blackwell)
Mexican President Enrique Pena Nieto, center left, escorts Italian President Sergio Mattarella past an honor guard during an official welcoming ceremony at the National Palace in Mexico City, Monday, July 4, 2016. (ANSA/AP Photo/Rebecca Blackwell)
Mexican President Enrique Pena Nieto, center left, escorts Italian President Sergio Mattarella past an honor guard during an official welcoming ceremony at the National Palace in Mexico City, Monday, July 4, 2016. (ANSA/AP Photo/Rebecca Blackwell)

CITTA’ DEL MESSICO. – “Estamos juntos, siamo uniti in questa battaglia di civiltà”, ormai necessaria per battere un “terrorismo dalla mano sanguinaria” che minaccia l’intero pianeta. Sergio Mattarella alza i toni da Città del Messico senza nascondere la propria preoccupazione per l’escalation mondiale di attentati.

E’ ancora scosso dalla strage di Dacca che lo ha convinto ad accorciare drasticamente il suo viaggio in America Latina, annullando le successive tappe in Uruguay e Argentina. Uno shock quello dell’attacco in Bangladesh che ha reso necessario riprogrammare il rientro in Italia senza rinunciare però ai colloqui con le autorità del Messico, un Paese ormai strategico per la politica estera italiana.

Ma domani il presidente sarà a Ciampino in tempo per rendere omaggio alle salme dei nove italiani che rientrano da Dacca con un volo militare. “L’ordine internazionale basato su ideali di democrazia, pace, libertà e giustizia” è il vero obiettivo del terrorismo fondamentalista, spiega Mattarella incontrando il presidente messicano Enrique Nieto nel palazzo presidenziale della capitale.

“Una condizione minacciata dalla mano sanguinaria del terrorismo che pochi giorni fa ha colpito la capitale del Bangladesh, spezzando, insieme a molte altre, le vite di nove cittadini italiani”, aggiunge il capo dello Stato parlando “con un’ombra di tristezza” della necessità di far “prevalere la cultura della vita contro l’oscurantismo della morte”.

Il terrorismo è una “barbarie” scatenata ovunque nel pianeta e che di conseguenza, sottolinea Mattarella, può essere affrontato solo prendendo atto della profondità del conflitto in atto. “Richiede quindi uno sforzo corale” che presuppone unità d’intenti, chiarezza degli obiettivi e una visione strategica di quella amplissima parte del mondo che lavora per ideali di pace, convivenza e progresso.

Anzi, serve qualcosa in più: di fronte alla sfida di un terrorismo sanguinario occorre, per il presidente, ormai “una alleanza della comunità internazionale contro la barbarie”. Sulla stessa linea il presidente messicano Nieto che ha espresso a Mattarella la “solidarietà” del popolo messicano per una strage che “semina paura e attenta alla dignità delle persone”.

Tra Mattarella e Nieto si è registrata comunque una sintonia totale sulla volontà di “aprire una nuova pagina” nelle pur eccellenti relazioni bilaterali. “Faremo di tutto – ha spiegato il giovane presidente messicano – per approfondire le relazioni politiche e commerciali, per lavorare per lo sviluppo e la crescita dei nostri Paesi”.

“Tra Italia e Messico c’è una perfetta condivisione”, gli ha fatto eco Mattarella spiegando che il grande Stato americano è oggi strategico per l’Italia. “Tra Città del Messico e Roma vi è – ha aggiunto il capo dello Stato – convergenza di interessi e crescente collaborazione. Dai temi multilaterali in seno alle Nazioni Unite e al G20, alla collaborazione in materia giudiziaria e lotta alla corruzione, a quella in ambito culturale, scientifico ed economico, non vi sono ambiti dove la cooperazione tra i nostri due Paesi non dia risultati di assoluta eccellenza”.

Peccato per Uruguay e Argentina che Mattarella per adesso non visiterà. L’appuntamento però è solo rimandato, assicurano al Quirinale.

(Dell’inviato Fabrizio Finzi/ANSA)

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