Ddl povertà: Pd blocca il reddito minimo, lite con M5S

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris il 27 novembre 2015 ha firmato per il reddito minimo garantito in Campania ad un banchetto a piazza Matteotti.
Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris il 27 novembre 2015 ha firmato per il reddito minimo garantito in Campania ad un banchetto a piazza Matteotti.
Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris il 27 novembre 2015 ha firmato per il reddito minimo garantito in Campania ad un banchetto a piazza Matteotti.

ROMA. – Al via alla Camera il disegno di legge per la delega al governo sulla lotta alla povertà. Presentati poco meno di 200 emendamenti ma è già scontro tra maggioranza ed opposizione. Il Pd, attraverso le parole della relatrice Ileana Piazzone (l’altra è Anna Giacobbe) chiude la porta all’ipotesi di introduzione del reddito di cittadinanza che, invece, il M5S e Sinistra Italiana (in questo caso si tratta di reddito minimo garantito) chiedono con forza.

Esecutivo e maggioranza sembrerebbero intenzionati a procedere velocemente. Lo si deduce dal fatto che, al momento, le due relatrici del provvedimento non hanno presentato alcuna modifica al testo. “Con l’avvio della discussione sul ddl Povertà si compie un passo importante per l’introduzione nel nostro Paese di una misura universale di contrasto alla Povertà, a cui arrivare con il graduale aumento del Fondo istituito con la legge di Stabilità del 2016”, ha sottolineato la Piazzoni.

La parlamentare dem ha quindi respinto le richieste relative al reddito di cittadinanza. “In nessun Paese né in Europa, né nel resto del mondo, esistono esperienze di reddito di cittadinanza, ovvero un sostegno economico assegnato allo stesso modo a poveri e ricchi, non condizionato a nessun impegno, e di importo uguale per tutti, a prescindere dall’ammontare del reddito del destinatario. Continuare a definire una proposta di reddito minimo con l’appellativo di reddito di cittadinanza, come fa il M5S, serve solo a creare confusione: mentre nel confronto preciso delle posizioni in campo possiamo ottenere risultati molto positivi”.

Dura la reazione dei pentastellati. “Il M5S lotta e continuerà a lottare per un reddito di cittadinanza nel nostro Paese. Una vera e propria manovra economica che darebbe ossigeno alle persone in difficoltà e farebbe ripartire tutta l’economia”, ha replicato la capogruppo M5S a Montecitorio, Laura Castelli.

Critico anche Luigi di Maio che da Gerusalemme, dove è impegnato nel suo viaggio istituzionale in Israele e Palestina, chiama in causa Matteo Renzi: “Come può un premier continuare a parlare di legge elettorale e spacchettamento del referendum, quando il Paese ha oltre 9 milioni di persone sotto la soglia di povertà?”.

“Il partito di governo pensa a come salvarsi la poltrona tra due anni; mentre sono mesi che chiediamo di votare una Legge sul Reddito di Cittadinanza, l’abolizione di Equitalia e una seria proposta contro la corruzione”.

Sinistra Italiana definisce il ddl sulla povertà una “occasione mancata”. Per questo ha presentato le proprie proposte emendative: si tratta di nove punti principali contenuti nella relazione di Giovanna Martelli, relatrice di minoranza del provvedimento. SI ha individuato quattro aree principali di intervento: economica (reddito minimo garantito); culturale (centri anti-violenza); sociale (osservatorio sulle periferie); minori (servizi gratuiti per i minori di 16 anni).

(di Teodoro Fulgione/ANSA)

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