Grazie Azzurri, ci avete fatto sognare!

Pubblicato il 15 luglio 2016 da redazione

La gioia degli azzurri contro la Spagna

La gioia degli azzurri contro la Spagna

Fioravante De Simone

CARACAS – Con la vittoria in finale del Portogallo é calato il sipario di Euro 2016, anche se il torneo della nazionale allenata da Antonio Conte é finito nei quarti di finale dopo i calci di rigori contro i campioni del mondo della Germania. Il campionato ci ha regalato tante soddisfazioni e conferme in chiave azzurra.

Passata la sbornia del campionato continentale abbiamo chiesto a diversi connazionali il loro parere sulla prestazione della nazionale italiana nella massima competizione continentale. Sono stati interpellati giornalisti, sportivi e tifosi.

“Penso che l’Italia abbia disputato un’ottimo europeo. Sfortunatamente siamo stati eliminati soltanto dopo i calci di rigore, come spesso accade nel caso degli azzurri. Abbiamo giocato a viso aperto contro i campioni del mondo e senza poter schierare due perni del centrocampo come lo sono Antonio Candreva e Daniele De Rossi. E non dobbiamo dimenticarci delle assenze forzate di Claudio Marchisio e Marco Verratti. – ci confessa Antonino Cittadino, giornalista sportivo di Venevisión, che aggiunge

– Credo che la cosa piú importante sia stata la forza e la coesione mostrata da questo gruppo di giocatori soprattutto nel reparto arretrato con il blocco difensivo della Juventus conformato da Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini. Penso che il giocatore chiave in difesa sia stato Leonardo Bonucci che é cresciuto tanto rispetto a quello che abbiamo visto in campo durante il mondiale Brasile 2014. L’unica cosa che critico a Conte sono i pochi minuti concessi a Bernardeschi ed Insigne.

Del resto non ho niente da obiettare; é stata un’Italia eccellente. Si é vista l’impronta di Antonio Conte in questa nazionale, il suo stile di gioco era uguale a quello messo in campo nella Juve quando lui era l’allenatore. E’ un vero peccato che abbandoni la nazionale, adesso spero che Ventura faccia bene il suo lavoro, le basi ci sono. Bisogna ricordarci che nelle qualificazioni per il mondiale dovremo affrontare la Spagna e si qualificherá direttamente per la kermesse iridata la prima classificata, la seconda lo fará tramite playoff.

Secondo me la miglior partita dell’Italia nell’Europeo appena concluso é stata proprio quella contro le furie rosse. Qui gli azzurri hanno giocato con il cuore ed hanno difeso con onore la maglia: quella partita poteva finire con un margine piú ampio, solo la grande performance del portiere De Gea lo ha impedito. Nella gara contro la Germania hanno pesato le pessime prestazioni di Zaza e Pellè.

Ma sopratutto, penso che abbia influito il tiro del giocatore del Southampton (recentemente trasferitosi ai cinesi del Shandong Luneng, ndr) che avrebbe significato portare la gara sul 3-1 e mettere alle corde i panzer. Però, ha sbagliato ed ha permesso alla Germania di riprendersi. Ma, come ho detto prima, non ho nulla da rimproverare a questa squadra”.

Dal canto suo, Sandro Villa, allenatore dell’Under 10 e la squadra femminile categoria libre del CIV di Caracas ci confessa: “Penso che la nazionale abbia giocato un nuovo schema abbastanza produttivo. Con tante varianti in difesa e a centrocampo che regalerá tante soddisfazioni ai tifosi. Per me é stata ottima la performance degli azzurri in questo Europeo. Ha un grande futuro questa squadra”.

Mentre Junio Chiari, presidente di Fedeciv ci dice: “I rigori sono una lotteria. L’Italia é storicamente sfortunata, perdiamo quasi sempre. Basta ricordare nel ’90 contro l’Argentina, nel ’94 contro il Brasile, nel ’98 contro la Francia, nel 2008 contro la Spagna. Credo che bisognerebbe analizzare questa situazione e lavorarci sopra. Peccato per il quartetto difensivo, per Buffon, Bonucci, Chiellini e Barzagli; la finale sarebbe stata un premio piú che meritato.

La grinta di Conte

La grinta di Conte

In questo europeo, Conte ha dimostrato che se il gruppo é unito e disciplitano, nonostante le limitazioni tecniche a centrocampo ed in attacco, se ne può tirare fuori il meglio. Se questo gruppo continua cosí, in futuro ci regalerà tante gioie”.

L’Europeo è finito e Conte saluta. Non ha vinto e non è riuscito neppure a difendere la finale di quattro anni fa con Cesare Prandelli, eppure lascia con il vento in poppa. Perché la sua idea di calcio ha premiato una Nazionale figlia di un movimento in crisi, perché ha battuto Belgio e Spagna e messo alle corde la Germania, perché ha restituito dignità all’Italia.

L’onore è salvo e l’eredità di un uomo solo al comando non è da sperperare. “Lascio una traccia importante” che è semplice e complessa allo stesso tempo: “Con il lavoro si può”. Conte per Ventura è un esempio da seguire e un peso da sopportare. Da settembre il nuovo allenatore si troverà a scalare l’Everest con una cinquecento. La speranza sono i giovani, ma ci troveremo più o meno nelle stesse condizioni in cui si è trovato Conte al suo arrivo: l’invasione degli stranieri, l’ostracismo dei club, l’indifferenza del Paese.

Nunzio Coffaro, campione del mondo dei motori con diversi Rally Dakar alle spalle commenta: “Grande europeo quello disputato dagli azzurri. Ma sappiamo che dagli undici metri gli avversari sono semprepiú freddi ed effettivi”.

José Vicente Ignoto, ex delegato dei club Metropolitanos e Fratelsa Fc, ci dà il suo parere: “Vedo un cambio di mentalitá nei giocatori. Lo schema di gioco é abbastanza rischioso, però ci ha lasciato un saldo abbastanza positivo. Giocare con tre in difesa è servito tutte le volte che l’Italia é riuscita a passare in vantaggio. Ho visto una nazionale che ogni volta che se lo proponeva riusciva a colpire l’avversario, ma l’unica carenza che posso recriminare a questa nazionale é la poca qualitá individuale: la squadra ha funzionato come un sistema ed é risultata contundente.

Ci sono stati guizzi vincenti come quelli di Bonucci, Edder, Giaccherini e Pellé pero un vero leader in campo non l’ho visto. Contro la Germania l’assenza di De Rossi ha pesato e certamente durante l’Europeo sarebbe stato fondamentale uno come Verratti assente per infortunio. Ci sono stati momento in cui la nazionale ha giocato come una macchina perfetta, una sorta di tiki taka all’italiana, sopratutto nelle gare contro il Belgio e la Spagna.

Per esempio contro la Svezia é stata una gara abbastanza noiosa e a regalare la vittoria é stato un guizzo di Eder. Forse sono l’unico che nella gara contro il Belgio ha visto una squadra cinica e contundente che ha saputo colpire l’avversario nel momento opportuno. Contro la Spagna l’Italia ha giocato un’ottimo primo tempo, senza dimenticare un Buffon fenomenale che ha salvato la porta quando era necessario.

Contro la Germania, gli azzurri non si sono trovati mai a proprio agio. Una volta che i panzer sono passati in vantaggio, non avrei mai immaginato di pareggiare fortunatamente un rigore che ci ha aiutato ad allungare la gara. Poi nella lotteria dei rigori sono ancora sbalordito da quello che ha fatto Pellé sfidando Neuer, poi l’azzurro ha rimediato una figuraccia con il suo tiro.

Credo che non ci sono giocatori di ricambio e questo é fondamentale in gare come quella contro la Germania. Thiago Motta é stato un giocatore che ha tolto un po’ di dinamica alla squadra. Bisogna dargli continuitá a giocatori come Verratti, Giuseppe Rossi, El Shaarawy e Zaza. Quest’ultimo anche se un po’ tosco ha il fiuto del gol.

E poi definitivamente togliere dal giro della nazionale Thiago Motta che in questa manifestazione ha dimostrato che non é all’altezza: ha perso tante palle, troppo lento. Ma in generale devo dire che in questa nazionale si sta vedendo un cambio di attitudine. Ma spero non si elogi tanto, per evitare che i giocatori si montino un po’ troppo la testa”.

L’Italia é uscita dall’Europeo a testa alta dopo una serie di calci di rigore amarissimi. E da un Europeo che, a detta di tutti, ci ha restituito il rispetto che meritiamo. Improvvisamente abbiamo acceso i riflettori su un gruppo di ragazzi che viaggiavano a fari spenti e che adesso, giustamente, manifestano il loro orgoglio.

Franco D’Elia, direttore marketing di Grupo Fútbol Report, ci dice: “L’Italia era stata sottovalutata, non molti puntavano sulla sapienza di Antonio Conte. In tanti prendevano in giro le parole di Buffon quando diceva: ‘i vecchi tirano avanti la carretta’. Poi c’erano quelli che ridevano quando leggevano nella rosa italiana giocatori come Pellé, Giaccherini, Eder e Parolo. Io penso che tutto questo gli ha tolto un po’ di pressione alla squadra, poi invece hanno saputo fare il loro mestiere: piazzando un’ottima difesa, chiudendo gli spazi agli avversari e colpendo al momento opportuno”.

Anche Jorge D’Angelo, tifosissimo della nostra nazionale ci dà il suo parere: “Mi é sembrato un Europeo sorprendente con una squadra limitata dagli infortunii e dalla carenza di talenti come nelle precedenti competizioni. Questa nazionale é riuscita a finire prima nel suo girone e solo la lotteria dei rigori ha fermato la sua corsa verso il titolo.

In questo 2016 possiamo incorniciare la leadership di Antonio Conte e l’ottima prestazione di Buffon e della BBC juventina. Questo gruppo puó essere il punto di partenza in vista delle qualificazioni per il mondiale Russia 2018. Ci sono giocatori che sono serviti per ringiovanire alcuni ruoli. Conte ha saputo mescolare le sue carte ed ha saputo anche mantenere la coesione e la disciplina nel gruppo”.

Abbiamo interpellato anche a Maurizio Lazzaro, mano destra di Sanvicente nel periodo in cui ha allenato Zamora e la Vinotinto: “All’Italia mancherá Conte. Gli azzurri sono arrivati all’europeo senza l’etichetta di favorita e nelle amichevoli che hanno preceduto la manifestazione continentale non é andata tanto bene. Conte aveva dimostrato il suo valore sulla panchina della Juve, ma in questa Euro affrontava il suo primo grande torneo alla guida della nazionale.

L’Italia é stata fedele all’idea di gioco del proprio cittí. Il reparto offensivo é nettamente prodotto di Conte: lui si é inventata la coppia d’attacco Pellè-Eder totalmente surrealista però efficiente. Seguendo lo stile Juventus, la nazionale italiana ha giocato macinando tanto gioco con tanti passaggi corti. Ha giocato con la difesa a tre, ha saputo coprire bene le fasce portando tanti giocatori nel campo degli avversari con una pressione collettiva, un principio tattico difensivo piú offensivo.

Ci sono stati sprazzi di ringiovinento della squadra. Il nuovo allenatore deve continuare con il cambio generazionale che non ha come cornice grandi nomi, però dev’essere fedele alla sua tradizione e agli avanzi mostrari durante l’Europeo. La cosa brutta nell’era post Conte, é che sentiranno la sua assenza sulla panchina azzurra.

Il leccese, era piú che un selezionatore, era l’uomo ideale per riaffermare uno stile di gioco che tante gioie ha regalato alla Juventus e che avrebbe riportato la nazionale italiana ai suoi anni di gloria. La cosa positiva, è che continueremo a vedere a Gianluigi Buffon in campo. Con i suoi 38 anni ha disputato un’ottimo europeo. Arriverá al mondiale nonostante l’etá come un punto di riferimento in una nazionale senza grandi nomi. Nessuno puó vantare il suo palmares, nè il suo carisma dentro il gruppo. In porta continua ad essere uno dei migliori al mondo”.

Infine abbiamo chiesto l’opinione a Leonardo Fioravanti, ex calciatore e produttore dei famosi almanacchi di calcio: “L’Italia é stata una magnifica sorpresa in questo europeo, nessuno si aspettava che giocasse in quest’ottima forma. La manifestazione continentale é servita per consacrare Antonio Conte e l’ha elevato nell’elite degli allenatori. La squadra azzurra ha mostrato una ‘garra’ ed un cuore enorme tutto questo grazie alla grinta che gli ha trasmesso il tecnico leccese: un marchio di fabbrica di tutte le squadre da lui allenate.

Quella contro la Germania é stata una gara poco fortunata per l’Italia sin dall’inizio, con il forfait di un pezzo fondamentale come Daniele De Rossi ed il suo sostituto naturale non poteva esserre schierato per squalifica. Contro i campioni del mondo Conte ha dovuto schierare un centrocampo inedito, ma nonostante questo i suoi giocatori sono stati protagonisti di una vera battaglia. Poi sono arrivati i rigori, dove tutti sappiamo che all’Italia la dea bendata gli volta sempre le spalle.

Solo ricordo aver festeggiato in un paio di occasioni una vittoria nel 2000 contro l’Olanda en el 2006 contro la Francia. In questo 2016 per un’ennesima volta abbiamo salutato un torneo dopo i tiri dal dischetto e siamo stati vicini all’impresa, solo se nel quarto tiro il nostro attaccante avesse segnato il tiro: quel gol avrebbe messo contro il muro la Germania e se Bonucci non avesse sbagliato il quinto. Però ormai é acqua passata. Adesso bisogna pensare alle qualificazioni con un nuovo allenatore come Ventura che ha delle caratteristiche diverse da Conte. Solo il tempo dirá cosa ha preparato il destino agli azzurri”.

Cosa lascia in eredità l’avventura francese? Il 19 luglio, a Firenze, Giampiero Ventura svelerà i suoi piani in vista del difficile cammino verso i Mondiali in Russia del 2018. La rivoluzione verrà attuata per gradi, con dei punti fermi da valorizzare. In difesa, Ventura farà di tutto per mantenere in vita la BBC bianconera davanti a Buffon (Bonucci, Chiellini e Barzagli, quest’ultimo da convincere a rinunciare all’addio all’azzurro), poi la regia in mano a Verratti e Marchisio, e spazio a novità come Benassi, Belotti o Berardi.

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