Centrodestra attacca, ora reato di integralismo islamico

Pubblicato il 15 luglio 2016 da redazione

Centrodestra attacca, ora reato integralismo islamico

Centrodestra attacca, ora reato integralismo islamico

ROMA. – In Italia, come in Francia dove l’opposizione rigetta l’unità nazionale, lo strazio per il nuovo attentato di Nizza riattizza pulsioni xenofobe e riaccende l’animo ai fautori di una stretta legislativa sull’ingresso dei migranti e leggi speciali. E, soprattutto, si studiano norme contro l’integralismo islamico.

La destra è all’attacco, con Matteo Salvini che spopola sui social: “Le preghiere non bastano più, occorrono le maniere forti”, “questa è una guerra dichiarata” e “l’Europa è governata da smidollati, rimbambiti e conigli…”, afferma il leader della Lega Nord che detta la sua ricetta: “Bisogna tagliare subito i finanziamenti ai terroristi che campano vendendo il petrolio e con il commercio degli immigrati”.

Servono “leggi speciali a livello globale. Controlli, trattenimento di sospetti, verifiche capillari nelle comunità islamiche, iniziative militari internazionali per porre fine allo Stato islamico, ovunque”, avverte il senatore di FI Maurizio Gasparri anche lui certo che la strada da seguire sia quella di “bloccare flussi incontrollati di immigrazione”.

Ma il Pd cerca di mantenere i nervi saldi: “Il valore dell’integrazione è più forte dell’odio” ripete il presidente del Pd, Matteo Orfini. Dobbiamo “riaffermare i valori della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza. È dura. Ma è l’unica strada”, gli fa eco anche Roberto Speranza, deputato che guida l’area di minoranza Pd Sinistra riformista.

Ma intanto Fratelli d’Italia ha pronta anche una proposta di legge contro l’integralismo islamico. “Non basta intervenire militarmente contro lo Stato Islamico. Occorre dichiarare guerra al nemico interno con l’introduzione del reato di integralismo islamico”, sostiene il capogruppo alla Camera Fabio Rampelli.

La proposta punta a far diventare reato la predicazione dell’islam fondamentalista che prevede la pena di morte per l’apostasia o per la blasfemia. “Chi viene in Italia, o vi nasce – prosegue Rampelli – deve rispettare i nostri valori irrinunciabili. Chi non intende farlo deve essere rispedito a casa o perseguito”.

E la proposta prevede che la pena sia la reclusione da quattro a sei anni, anche nei confronti di chi finanzia organizzazioni o luoghi di culto che svolgono attività dirette a commettere il reato. Insomma, dobbiamo “spazzare via l’Isis dalla faccia della terra; controllare le moschee e gli imam; combattere la diffusione dell’integralismo islamico e smetterla con la l’accoglienza incontrollata”, sintetizza Giorgia Meloni.

Perché, è l’allarme che lancia soprattutto il centrodestra, “in Italia non possiamo dormire sonni tranquilli”. Il leghista Grimoldi fa l’elenco dei “segnali che confermano che anche noi siamo a forte rischio”.

“Siamo in guerra e alla guerra si risponde con leggi speciali”, incalza il presidente del Veneto, Luca Zaia. Roberto Calderoli chiede invece di bloccare la legge sullo jus soli, già approvata alla Camera e ora al Senato: “Da quasi un anno riesco a tenerla ferma. In questo momento di guerra dovremmo irrigidire controlli e procedure per l’acquisizione della cittadinanza e invece questo Governo sta facendo esattamente il contrario”, commenta.

Anche dal centrosinistra i toni iniziano ad essere più alti: “Vinceremo la nostra battaglia contro i nazisti islamici”, annuncia Sandro Gozi, sottosegretario alle politiche europee. Edmondo Cirielli, deputato di FdI-AN, non ci crede: “I governi europei sono nelle mani di imbelli incapaci di difenderci. Dobbiamo affidarci a chi ha gli attributi. In Europa abbiamo bisogno di persone come Marine Le Pen e Vladimir Putin”.

(di Francesca Chiri/ANSA)

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