Nuovo passo trasparenza, accordo tra Vaticano e Bankitalia

Nuovo passo trasparenza, accordo tra Vaticano e Bankitalia
Nuovo passo trasparenza, accordo tra Vaticano e Bankitalia
Nuovo passo trasparenza, accordo tra Vaticano e Bankitalia

ROMA – Nuovo passo nella trasparenza delle finanze vaticane: l’Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede, l’Aif, e la Banca d’Italia hanno raggiunto un accordo di cooperazione finalizzato a facilitare, su base di reciprocità, lo scambio di informazioni in materia di vigilanza finanziaria.

Una intesa chiave, quella di oggi, che segna un capitolo nuovo nella riforma delle finanze fortemente voluta da Papa Francesco. E che dovrebbe mettere definitivamente alle spalle un passato in cui la roccaforte finanziaria del Vaticano, lo Ior, era uno “schermo opaco”, come lo definirono gli investigatori che nell’ambito della prevenzione delle operazioni di riciclaggio arrivarono nel 2010 a bloccare 23 milioni di euro depositati dalla banca vaticana in due istituti di credito italiani.

L’accordo firmato oggi da Aif e Bankitalia “consente a entrambe le Autorità – sottolineano in Vaticano – di ampliare i canali informativi per vigilare sui rapporti tra gli intermediari italiani e gli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria nello Stato della Città del Vaticano”. L’accordo prevede, “tra le altre, clausole sulla riservatezza e sull’utilizzo di informazioni”.

L’accordo firmato oggi segue quello già siglato tra Aif e Unità di Informazione finanziaria (Uif) per l’Italia nel 2013, per la collaborazione nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Hanno firmato il testo, per l’Aif il presidente, René Brulhart, e il direttore Tommaso Di Ruzza, e per la Banca d’Italia il governatore, Ignazio Visco, e il capo dipartimento vigilanza, Carmelo Barbagallo.

– L’accordo – spiega Brulhart – stabilisce un canale istituzionale per lo scambio di informazioni tra l’Aif e la Banca d’Italia, che rafforza ulteriormente la cooperazione bilaterale tra Santa Sede e Italia nella comune lotta contro gli illeciti di natura finanziaria.

Di Ruzza ha invece commentato che “si tratta di un importante passo con il quale le due Autorità di vigilanza potranno monitorare le relazioni tra i rispettivi enti vigilati, favorendo la trasparenza delle attività e la stabilità dei due sistemi finanziari, obiettivi cruciali considerato anche l’attuale scenario europeo e internazionale”.