Mattarella: “Sulla data del referendum surreale caccia a Pokemon”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivolge il suo indirizzo di saluto in occasione della cerimonia di consegna del "Ventaglio" da parte dell'Associazione Stampa Parlamentare, Roma, 27 luglio 2016. ANSA / US QUIRINALE - PAOLO GIANDOTTI
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivolge il suo indirizzo di saluto in occasione della cerimonia di consegna del "Ventaglio" da parte dell'Associazione Stampa Parlamentare, Roma, 27 luglio 2016. ANSA / US QUIRINALE - PAOLO GIANDOTTI
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivolge il suo indirizzo di saluto in occasione della cerimonia di consegna del “Ventaglio” da parte dell’Associazione Stampa Parlamentare, Roma, 27 luglio 2016. ANSA / US QUIRINALE – PAOLO GIANDOTTI

ROMA – Mentre “il demone della violenza” riconquista l’Europa e “il terrorismo islamista” punta a scatenare una guerra di religione globale, purtroppo in Italia si assiste a dibattiti a volte surreali “quasi sulla scia della caccia ai Pokemon”, come quello che da settimane si avviluppa sulla data del referendum confermativo delle riforme costituzionali. Sergio Mattarella, alla vigilia della pausa estiva e in previsione di un autunno bollente, cerca di raffreddare i toni e riportare le regole al centro del dibattito politico.

Il presidente costituzionalista non si sottrae al tema e in punta di diritto lo affronta con decisione basandosi su una premessa:
– In un momento di crisi profonda e diffusa come questo un grande Paese come il nostro ha il dovere di essere unito, per infondere fiducia e forza.

Stragi continue, attacchi nel cuore dell’Europa, sgozzamenti anche nei luoghi sacri devono far riflettere tutti, dai media ai politici. Tornare con i piedi per terra, dice in sostanza Mattarella incontrando i giornalisti al Quirinale per la tradizionale cerimonia della consegna del “ventaglio”. Quindi ripulire lo strumento del referendum da scorie dannose e inutili.

Per il capo dello Stato il confronto tra sostenitori del No e del Sì si deve svolgere “sul merito della riforma sottoposta al voto popolare perché l’elettorato si esprima con piena consapevolezza, nella sua sovranità”.
Niente sovrapposizioni strumentali, fibrillazioni improprie o, ancora peggio, risibili dimenticanze delle regole che sono chiare. E Mattarella le snocciola per gli smemorati evocando i simpatici mostriciattoli – vera mania dell’estate – per rendere bene il distacco tra parole e realtà.

– In queste settimane a proposito della data e del cosiddetto spacchettamento, mi è parso di assistere a discussioni un po’ surreali, quasi sulla scia della caccia ai Pokemon. Si è detto – spiega il presidente – che vi sarebbe stato uno spostamento della data di celebrazione del Referendum. Qualcuno ha anche invitato perentoriamente a comunicarne la data. Ma la data non è stabilita per il semplice fatto che non è ancora possibile farlo.

La procedura è regolata dalla legge e l’iter per la fissazione della sua data può essere avviato soltanto dopo che la Corte di Cassazione avrà comunicato quali sono le richieste ammesse a referendum. La Cassazione, che ha il compito di valutare la loro regolarità, secondo la legge, ha tempo fino al 15 agosto per comunicarlo. Fino a quando non vi sarà questa comunicazione la procedura per fissare la data non può partire.

Discorso chiuso? Non sembra a leggere le prime dichiarazioni dei grillini e di Salvini che addirittura lo prende in giro per il suo riferimento ai Pokemon. Ma il presidente non scherza e il ragionamento lega politica interna e politica estera a doppio filo. Proprio sottolineando la gravità della situazione mondiale il presidente chiede maggiore attenzione ai giornalisti e senso della realtà ai politici.

– L’allarme più alto è per la violenza che nasce dalla propaganda terroristica di ispirazione islamista e questa è, inutile nasconderlo, la minaccia più grave e l’emergenza più importante per l’intera comunità internazionale.
Ma bisogna reagire con calma, uniti, chiedendo anche la collaborazione delle comunità islamiche moderate.

– Quel che dobbiamo impedire è che la paura ci vinca. Non possiamo consentire – è l’appello di Mattarella – che il nostro Paese, che l’intera Europa, entri nell’età dell’ansia. Questo deve essere il tempo della responsabilità. E la responsabilità richiede impegni comuni al di sopra delle divisioni. Sul piano continentale e su quello interno.

Per questo la politica lasci i Pokemon liberi di passeggiare nel pianeta virtuale e si concentri sui propri doveri. E tra questi c’è il senso del limite, il rispetto:

– Non è accettabile insultare ripetutamente un avversario politico, farne bersaglio di una vera e propria campagna di denigrazione o di livore. Contrastare anche le forme di violenza presenti nel linguaggio costituisce, a pieno titolo, una esigenza di sicurezza.

(Fabrizio Finzi/ANSA)

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