Russia alla Clinton: “Le accuse di spionaggio sono scandalose”

US Democratic presidential candidate Hillary Clinton speaks during a campaign rally at Temple University in Philadelphia, Pennsylvania, USA, 29 July 2016. Hillary Clinton formally accepted the nomination of the Democratic Party as their presidential candidate in the 2016 election at the Democratic National Convention on 28 July. EPA/PETER FOLEY
US Democratic presidential candidate Hillary Clinton speaks during a campaign rally at Temple University in Philadelphia, Pennsylvania, USA, 29 July 2016. Hillary Clinton formally accepted the nomination of the Democratic Party as their presidential candidate in the 2016 election at the Democratic National Convention on 28 July.  EPA/PETER FOLEY
US Democratic presidential candidate Hillary Clinton speaks during a campaign rally at Temple University in Philadelphia, Pennsylvania, USA, 29 July 2016. Hillary Clinton formally accepted the nomination of the Democratic Party as their presidential candidate in the 2016 election at the Democratic National Convention on 28 July. EPA/PETER FOLEY

NEW YORK – La tensione con la Russia, per lo scandalo delle email, resta alta. Le accuse di Clinton a Mosca su un suo coinvolgimento nel cyber attacco ai server del partito democratico per influenzare la politica americana non va giù al Cremlino. Senza mezzi termini Mosca parla di accuse ”scandalose” e ”offensive”, che mostrano la debolezza della candidata.

– Gli americani non hanno presentato nessuna lamentale ufficiale – afferma l’ambasciatore Andrei Krutitskikh, rappresentante speciale di Putin per la cooperazione internazionale nella sicurezza informatica. Il riferimento è al fatto che le autorità americane non si sono sbilanciate, limitandosi a parlare di un possibile coinvolgimento della Russia senza però presentare una denuncia ufficiale.

Anche la Casa Bianca si è mossa con cautela, cercando di non esacerbare una situazione già delicata per il partito democratico e i rapporti diplomatici con la Russia. Hillary, invece, ha puntato il dito scatenando l’ira di Mosca. Le accuse di Hillary non riguardano solo la Russia ma anche Donald Trump, che ha un debole per Putin al quale ha chiesto aiuto per trovare le email sparite dal server di Hillary quando era segretario di stato.

Clinton ha descritto la richiesta di Trump come un attacco alla sicurezza nazionale. La Russia e Putin si confermano il tallone d’Achille del tycoon nell’ultima settimana: dopo al sparata sulle email, nelle ultime ore Trump è stato costretto a intervenire su Twitter per spiegare una sua dichiarazione, che lasciava intendere che non sapesse che la Russia non fosse in Ucraina.

– Quando ho detto che Putin non va in Ucraina, volevo dire non va se sarò presidente. E’ già in Crimea. Con tutte le chiacchiere di Obama sulla Russia e sull’Ucraina, hanno già preso la Crimea e continuano a spingere.

Ma Trump è alle prese con una gaffe ben più grande: le sue parole alla famiglia del soldato musulmano ucciso in Iraq. Il partito repubblicano prende le distanze, con il senatore John McCain che denuncia: la nomination non è una licenza per diffamare.

Paul Ryan, lo speaker della Camera, respinge i test religiosi ma, nel criticare Trump, non lo nomina direttamente. Eppure i sondaggi non parlano di vantaggio schiacciante di Hillary che, come il rivale, non piace. Il manager della campagna di Bernie Sanders, Jeff Wearver, ritiene che Trump possa vincere le elezioni. E precisa:

– Sanders non voleva essere il vice di Hillary, anche se un loro ticket sarebbe stato più efficace di quello attuale.

(Serena Di Ronza/ANSA)