Fuga di repubblicani da Trump. E Donald cala nei sondaggi

Pubblicato il 12 agosto 2016 da ansa

Fuga di repubblicani da Trump.

Fuga di repubblicani da Trump.

NEW YORK. – Donald Trump va avanti per la sua strada. E non intende cambiare lo stile della sua campagna elettorale, anche se questo – ammette per la prima volta – potrebbe costargli le elezioni: se perderà si concederà una lunga vacanza.

In difficoltà nei sondaggi e alle prese con la fuga sempre più numerosa degli esponenti del suo stesso partito, che chiedono di tagliargli i fondi, Trump però non molla. E anzi alza il tiro puntando il dito contro la stampa, soprattutto la Cnn, per non aver capito il suo “sarcasmo” quando parlava di Barack Obama fondatore dell’Isis.

“Hanno problemi di audience” afferma su Twitter in una retromarcia evidente che lo espone a nuove critiche, alimentate anche dalla pubblicazione della dichiarazione dei redditi di Hillary Clinton. Hillary e Bill Clinton hanno guadagnato 10,6 milioni di dollari nel 2015, pagandone 3,6 in tasse federali, con un’aliquota del 34,2%.

Con la dichiarazione dei redditi dello scorso anno ”i Clinton le hanno pubblicate tutte dal 1977” afferma con sicurezza la campagna dell’ex segretario di Stato, mettendo così indirettamente in evidenza la trasparenza di Hillary contro l’opacità di Trump, che finora non ha reso note le sue dichiarazioni dei redditi.

Ma il tycoon va avanti, e si lascia andare anche a una nuova provocazione. “I cittadini americani accusati di terrorismo dovrebbero essere processati davanti al tribunale militare di Guantanamo” afferma Trump, ignorando che la legge lo vieta e che l’ipotesi ha già incontrato in passato la contrarietà di buona parte dei repubblicani.

Il ritorno sul terrorismo in un’intervista al Miami Herald gli consente di attaccare di nuovo Obama per essere troppo morbido con i terroristi, facilitando anche il rilascio dal super carcere di Guantanamo di “persone cattive”.

L’atteggiamento di Trump gli sta creando il vuoto intorno: nei sondaggi è in forte calo, con Hillary che si rafforza in tre stati chiave, Colorado, Virginia e North Carolina. E il partito è sotto pressione per scaricarlo.

Dopo la lettera dei 50 esperti repubblicani alla sicurezza che lo definisce il ”presidente più incosciente della storia”, arriva ora la missiva di altri 70 esponenti del partito che chiedono al Republican National Committee di tagliare i fondi alla sua campagna e di destinarli ai candidati in Congresso.

”Le probabilità di vittoria di Trump stanno evaporando di giorno in giorno. La sua incompetenza e incoscienza rischiano di provocare una vittoria a valanga dei democratici”. Il timore dei repubblicani è quello di perdere anche la maggioranza in Congresso. Un’ipotesi possibile, come ammesso da Mitch McConnell, l’attuale leader della maggioranza repubblicana in Senato.

La campagna di Trump ammette indirettamente le sue difficoltà, soprattutto alla luce dei dieci giorni neri del tycoon, e chiede, secondo indiscrezioni, un incontro con gli esponenti del Comitato Nazionale repubblicano. ”Hanno finalmente realizzato di aver bisogno del Republican National Committee” affermano alcune fonti.

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